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17 dicembre 2017

Politica

Il M5S si spacca su Palermo, Grillo valuta nuove sanzioni per i deputati 'ribelli'

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"Ha ragione Luigi Di Maio, le espulsioni dal Movimento 5 stelle conseguono alla condanna in primo grado. Tuttavia, i deputati regionali della Sicilia Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio dovrebbero essere espulsi dal Movimento, in quanto hanno confessato d'aver partecipato alla vicenda delle firme per le ultime comunali di Palermo. Che abbiano assunto il ruolo di accusatori non elimina le responsabilità penali che i due hanno ammesso, apparendo all'opinione pubblica come paladini e, dunque, estranei". Continua lo scontro dentro il Movimento tra il fronte dei deputati nazionali, Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino, e la base regionale siciliana. Una frattura che si è acuita all'indomani della richiesta di rinvio a giudizio per 14 indagati, tra cui la stessa La Rocca e Ciaccio, ma anche i tre deputati nazionali, che hanno parlato di "una montatura ben organizzata".

"È un'ovvietà, loro sono colpevoli per ammissione, noi ci proclamiamo innocenti, convinti di provare la nostra totale estraneità ai fatti e anche il nostro agire secondo i principi del Movimento - proseguono i tre deputati nazionali -. Finora l'attenzione si è concentrata soltanto sulla nostra difesa, sul presupposto, sospinto a modo, che sottoporci a interrogatorio e saggio grafico dopo aver conosciuto le accuse rivolteci fosse indice di colpevolezza e, quindi, di tradimento dell'etica 5stelle. Abbiamo agito nel nostro diritto e con il dovere di tutelarci, collaborando con la magistratura cui abbiamo fornito elementi concreti che smontano le accuse di La Rocca e Ciaccio, i quali autosospendendosi hanno evitato provvedimenti disciplinari del Movimento".

"La nostra sospensione – chiariscono i tre deputati nazionali – è stata invece deliberata dai probiviri, i quali ci hanno contestato una scelta difensiva che poi ci ha permesso di smontare le accuse di La Rocca e Ciaccio sulla presenza, nel primo pomeriggio, di Di Vita alla riunione del misfatto. Di Vita ha infatti provato con documenti la sua assenza pomeridiana a quella riunione, contraddicendo la versione fornita ai magistrati dagli accusatori. Si badi, la nostra sospensione non è derivata dal procedimento penale in corso né ha riguardato, come invece si è sostenuto in malafede, il nostro ruolo di parlamentari".

"Infine – concludono i tre deputati – la perizia calligrafica ordinata dalla Procura è chiarissima per La Rocca, riconoscendo la corrispondenza delle lettere di un'intera parola. Nel caso di Nuti essa esclude qualsiasi compatibilità e nel caso di Di Vita e Mannino non perviene ad alcuna certezza di compatibilità".

GRILLO - "In seguito alle dichiarazioni dei portavoce sospesi dal MoVimento 5 Stelle Nuti, Mannino e Di Vita riportate dai giornali, in cui viene attaccato il candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle a Palermo e in cui vengono fatte considerazioni sulla magistratura che non coincidono con i nostri principi, verrà chiesto ai probiviri di valutare nuove sanzioni oltre a quelle già applicate". Lo annuncia su Facebook Beppe Grillo.

"Ho anche chiesto ai capigruppo del MoVimento 5 Stelle di raccogliere le firme dei parlamentari necessarie per indire la votazione dell'assemblea dei parlamentari per procedere anche alla sospensione temporanea dal gruppo parlamentare dei sospesi, fino a che sarà in vigore la loro sospensione dal MoVimento 5 Stelle come già stabilito dai probiviri", aggiunge.

 

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