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24 maggio 2017

Benessere

Malattie rare: Papa a malati Huntington, mai più nascosta, basta barriere.

AdnKronos | commenti |

Città del Vaticano, 18 mag. (AdnKronos Salute) - La malattia di Huntington, una malattia "mai più nascosta". Papa Francesco riceve in udienza nell'Aula Paolo VI le persone affette dalla patologia neurodegenerativa, accompagnate dai loro famigliari. "Oggi - ha detto - siamo qui perché vogliamo dire a noi stessi e a tutto il mondo: mai più nascosta". L'incontro è dedicato alla malattia di Huntington, in solidarietà con il Sud America, dove è più diffusa.

"Vorrei estendere il mio saluto - ha affermato il Pontefice - a tutte le persone che nel loro corpo e nella loro vita portano i segni di questa malattia, come pure a quanti soffrono per altre patologie cosiddette rare. So che alcuni di voi hanno dovuto affrontare un viaggio molto lungo e non facile per essere qui oggi. Vi ringrazio e mi rallegro per la vostra presenza. Ho ascoltato le vostre storie e le fatiche che ogni giorno dovete affrontare; ho compreso con quanta tenacia e con quanta dedizione le vostre famiglie, i medici, gli operatori sanitari e i volontari sono al vostro fianco in un cammino che presenta tante salite, alcune molto dure. Per troppo tempo le paure e le difficoltà che hanno caratterizzato la vita delle persone affette da Huntington hanno creato intorno a loro fraintendimenti, barriere, vere e proprie emarginazioni".

"In molti casi - ha osservato Bergoglio - gli ammalati e loro famiglie hanno vissuto il dramma della vergogna, dell'isolamento, dell'abbandono. Oggi però siamo qui perché vogliamo dire a noi stessi e a tutto il mondo: mai più nascosta. Non si tratta semplicemente di uno slogan, bensì di un impegno che ci deve vedere tutti protagonisti".

"La forza e la convinzione con cui pronunciamo queste parole - ha proseguito il Santo Padre - derivano proprio da quanto Gesù stesso ci ha insegnato. Durante il suo ministero, Egli ha incontrato tanti ammalati, si è fatto carico delle loro sofferenze, ha abbattuto i muri dello stigma e della emarginazione che impedivano a tanti di loro di sentirsi rispettati e amati. Per Gesù la malattia non è mai stata ostacolo per incontrare l'uomo, anzi, il contrario. Egli ci ha insegnato che la persona umana è sempre preziosa, sempre dotata di una dignità che niente e nessuno può cancellare, nemmeno la malattia. La fragilità non è un male".

"La malattia, che della fragilità è espressione - ha continuato Papa Francesco - non può e non deve farci dimenticare che agli occhi di Dio il nostro valore rimane sempre inestimabile. Anche la malattia può essere occasione di incontro, di condivisione, di solidarietà. Gli ammalati che incontravano Gesù venivano rigenerati anzitutto da questa consapevolezza. Si sentivano ascoltati, rispettati, amati".

"Nessuno di voi si senta mai solo, nessuno si senta un peso, nessuno senta il bisogno di fuggire. Voi siete preziosi agli occhi di Dio, siete preziosi agli occhi della Chiesa", è la rassicurazione di Bergoglio.

 



AdnKronos

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