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26 marzo 2017

Manageritalia, rete strumento per crescere in forma plurima.

Bologna, 17 mar. (Labitalia) - "La rete è lo strumento per far crescere le imprese in una chiave plurima: cresce la consapevolezza delle aziende, la loro forza e la rete stessa. Inoltre, con i suoi meccanismi di governance interna, è uno strumento che favorisce il controllo sociale dell’attività d’impresa. Il ruolo del manager di rete diventa quindi fondamentale per attivare competitività e controllo sociale. Bisogna, quindi, insistere nella promozione e nella formazione dei manager di rete, con programmi dedicati al consolidamento delle competenze". Queste le considerazioni di Morena Diazzi (direttore generale della direzione generale Economia della conoscenza, del lavoro e dell’impresa Regione Emilia Romagna) al convegno 'Il manager del business collaborativo. Indagine sui contratti di rete' organizzato a Bologna da Manageritalia e Obiettivo 50.

"Nel mese di gennaio 2017 -ha detto Alberto Lelli, presidente Lualma Anodica srl- abbiamo costituito la rete 4TF Gaser e puntiamo sul ruolo del manager esterno. Questo è per noi un indispensabile elemento di successo già sperimentato nella nostra azienda, Lualma Anodica srl. Infatti, abbiamo inserito un manager esterno e, grazie alla sua capacità di far crescere i soci dell'azienda e alle competenze che ha apportato, nell’ultimo anno abbiamo visto aumentare il fatturato del 20%".

"In tutte le città dove sino ad ora ci siamo confrontati con istituzioni e business community -ha ricordato Paolo Longobardi, presidente Manageritalia Bologna e Emilia Romagna- l’importanza di avere un manager di rete e che questo sia esterno alle imprese coinvolte è emersa con forza. Mettersi in rete per tante aziende medie e piccole è oggi l’unico modo per competere e per darsi una logica di gestione e di business manageriale, capace di farle dialogare e trovare spazio nelle catene del valore globale. Dobbiamo fare cultura e informazione sulle imprese del territorio perché colgano questa opportunità".

Le aziende dell'Emilia Romagna aderenti a contratti di rete, negli ultimi 12 mesi (febbraio 2016 su febbraio 2017), sono cresciute da 1.355 a 1.600 (+18,1%, +33% a livello nazionale). Bologna e Modena fanno la parte del leone con rispettivamente il 22,3% e il 21,9% delle imprese in rete della Regione. Le province dell’Emilia Romagna e la Regione stessa hanno 3,27 imprese in rete ogni 1000 registrate a fronte di una media nazionale pari a 2,54. Modena è al 4,01.

La ricerca presentata all’incontro, svolta da Manageritalia e Obiettivo 50 su un campione rappresentativo di 100 contratti di rete che vedono coinvolte 500 aziende, ha evidenziato come le reti dichiarino che con il manager di rete funzionano meglio, e che il manager di rete esterno, laddove presente (26% delle reti intervistate), si sia occupato prevalentemente di facilitare i rapporti tra i soci. Poco o nulla è invece cambiato nei rapporti con le banche, che sono rimasti sostanzialmente uguali a quando le aziende erano non in rete.

Questo quanto emerso nell’incontro che ha visto la partecipazione di autorevoli relatori delle istituzioni e del mondo economico con un centinaio di presenti. Era la settima tappa del roadshow a livello nazionale, che prima ha toccato Cagliari, Pescara, Perugia, Palermo, Torino e Milano, per presentare i dati della ricerca e coinvolgere tutte le istituzioni per dare maggiore forza ai contratti di rete che sono un modo molto efficace per superare il nanismo imprenditoriale italiano, lasciando spazio e ruolo ai piccoli e medi imprenditori.

 



AdnKronos

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