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23 giugno 2018

Montebelluna

Manovra: proposta bipartisan fondo risarcimenti banche venete

Potrebbe essere costituito ad hoc per gli azionisti vittime della mala gestio

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Ministero economia e finanze

CASTELFRANCO/MONTEBELLUNA - Un fondo ad hoc per i risarcimenti degli azionisti delle banche Venete, 'vittime' della mala gestio che ha portato gli istituti oggi in liquidazione coatta amministrativa.

E' una delle proposte avanzate dal Pd "e da molti altri emendamenti dei senatori veneti" alla manovra, annunciata dal capogruppo dem in Senato Giorgio Santini.

 

Sul tema, assicura, "c'è un'azione coordinata" e 'bipartisan'. Il fondo sarebbe alimentato anche dalle risorse ottenute con la cessione degli Npl.

 

"Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (foto) - si legge nell'emendamento all'articolo 96 - è istituito un fondo denominato 'Fondo per le vittime di reati finanziari', in favore di coloro che hanno subito danni a seguito di situazioni di crisi del sistema creditizio, con dotazione iniziale per ciascuno degli anni 2018, 2019, 2020, definita con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze da emanare entro 60 giorni, anche utilizzando le risorse del fondo previsto" dalla Finanziaria 2006 in cui confluiscono i conti correnti dormienti.

 

Alla dotazione del Fondo, scrivono ancora i senatori, "partecipano altresì il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi con euro 50 milioni per ciascuno degli anni 2018, 2019, 2020 e ad esso vengono vincolate una quota parte delle entrate dovute alla cessione degli Npl degli istituti di credito veneto posti in liquidazione", definita dallo stesso decreto del Ministero dell'economia e delle finanze.

 

Il Fondo "è finalizzato al soddisfacimento, in tutto o in parte e proporzionalmente, dei crediti risarcitori di azionisti ed obbligazionisti subordinati delle due banche venete BPVI e Veneto Banca, che abbiano perfezionato l'insinuazione dei propri crediti al passivo della liquidazione coatta amministrativa e tali siano stati accertati nello stato passivo. Per il raggiungimento delle finalità del Fondo può essere istituito presso la Cassa Depositi e Prestiti apposito fondo rotativo. La gestione del Fondo è assegnata all'Autorità Nazionale Anti-Corruzione che si avvarrà di una Commissione etica di conciliazione per definire criteri di valutazione di priorità tra le richieste".

 

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