21 settembre 2019

MARIO DRAGHI E IL MISTERO DEI "DERIVATI SCOMPARSI"

Categoria: Notizie e politica - Tags: MARIO DRAGHI, DERIVATI, BRITANNIA, PIL, TROIKA, ELIO LANNUTTI, M5S, CLAUDIO MESSORA, BYOBLU

immagine dell'autore

Francesca Salvador | commenti | (12)

Il mistero dei derivati di Draghi. "Draghi, Rispondi!"

 

Intervista a Elio Lannutti

presidente Adusbef – Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, Finanziari, Postali, Assicurativi

Pubblicato 16 Maggio 2014 da Claudio Messora

Quando Mario Draghi era direttore generale del Tesoro, all’epoca del Britannia, l’Italia si è imbottita di titoli derivati. Quanti sono? Quali sono? Un giornalista lo chiede direttamente a Draghi, che va su tutte le furie e replica di andare a cercare la tabella in Parlamento. Ma in Parlamento la tabella non c’è… Quanti e quali sono i titoli derivati di cui la tua amministrazione ha imbottito l’Italia? Draghi Rispondi!

"Mario Draghi è stato direttore generale del Tesoro. Ci ricordiamo le privatizzazioni, il regalo che fece ai suoi amichetti di Goldman Sachs: pezzi dello Stato regalati sul panfilo Britannia della regina Elisabetta. In quel periodo il Tesoro si ricoprì di strumenti derivati.

I derivati sono il denaro dal nulla. Sono quelli Over the Counter, fuori dai mercati regolamentati. Sono qualcosa come 700 mila miliardi di dollari. Per dare un termine di paragone, il Pil, che misura la fatica degli uomini, ovvero il Prodotto Interno Lordo di tutto il mondo non arriva che a 60 – 65 mila miliardi di dollari. E la Cina sta sopravanzando gli Stati Uniti d’America. Il Tesoro dunque si è indebitato con questi strumenti. Mario Monti ha da poco rimborsato alcune banche, quelle dove finiscono sempre per lavorare i loro stessi figli, ma non si sa bene quale sia la quantità di derivati in pancia al Tesoro pubblico, all’Italia, né quali siano le date allo scadere delle quali dovremo rimborsare tutto. Io feci un’interrogazione parlamentare nella scorsa legislatura. Mi risposero che c’erano tabelle che riportavano con precisione quante banche straniere d’affari hanno questi titoli, che ammontano ad oltre 200 miliardi di euro.

Filippo Barone, un giornalista con la schiena dritta, il 5 maggio è andato a Bruxelles a chiederlo a Draghi, il quale è andato su tutte le furie. Gli ha detto: “Sono in Parlamento! Tutti i dati sui derivati sono in Parlamento!”. Allora ho accompagnato Filippo Barone alla Commissione Finanze del Senato, proprio in virtù dell”interrogazione che feci (ero in quella stessa Commissione).

Quella tabella non c’è più. E’ sparita!

Allora ho fatto accompagnare Filippo da un bravissimo deputato, Sebastiano Barbanti, alla Commissione Finanze della Camera, per vedere se tante volte quel’elenco di prodotti derivati si trovasse lì. Non ha trovato nulla.

Draghi è andato su tutte le furie. Ha addirittura telefonato al giornalista. Non fa una bella figura. Draghi è quel signore che ha fatto finta di non sapere nulla del crack del Monte dei Paschi di Siena. Draghi è quel signore che andava a braccetto con Mussari, il presidente dell’Abi. Oggi è a capo della Bce. E’ un figlio di Troika, ossia la Bce (Mario Draghi), la UE (Barroso) e il Fondo Monetario Internazionale (Christine Lagarde).

Io ritengo che bisognerebbe istituire un tribunale internazionale analogo a quello che giudica i crimini di guerra per mettere sotto processo i banchieri, che hanno prodotto la crisi per la loro avidità. Mi auguro che finalmente venga fatta chiarezza, anche grazie al Movimento 5 Stelle che farà subito un’ulteriore interrogazione alla Camera, su quanti siano i derivati tossici che abbiamo in pancia. Uno dei banchieri che ci hanno appioppato i derivati si chiama Alessandro Profumo. E’ stato rinviato a giudizio per il fallimento della Divania di Bari, un’impresa che dava lavoro a 3/400 dipendenti ed è stata fatta fallire. Profumo è anche quel signore che si è preso una liquidazione di oltre 40 milioni di euro. Ma c’è una perizia (fummo noi a denunciarlo alla Procura di Roma) che dice che quei soldi non erano dovuti.

 

L’avidità dei banchieri dev’essere sconfitta. Non possono continuare a decidere sui destini del mondo. Siamo noi il popolo. Dobbiamo riconquistare la nostra sovranità.

E la riconquisteremo."

 

 

.



Commenta questo articolo


Per chi ha un orizzonte più circoscritto a skyline paesane ed ama il genere "catastrofe finanziaria" consiglierei, anche per aumentare a tempo zero il proprio malessere esistenziale, di approfondire il tema dei derivati sottoscritti dai padnaceltici A CARICO del comune di Vittorio Veneto. E' una storia scandalosa.
Pochi giorni fa il candidato Scaglia ha presentato in biblioteca uno studio inedito, curato e comprensibile sul caso; uno studio che sarebbe cosa buona e giusta che tutti gli elettori conoscessero, prima di andare a votare.
Purtroppo non sarà così...

segnala commento inopportuno

Durante l’incontro con i 7 candidati sindaco in seminario, a proposito dei derivati, ho sentito dire da qualcuno di loro che… ”i debiti vanno pagati” e quindi i vittoriesi devono fare sacrifici e ci saranno sia tagli agli sprechi che (questo lo dico io) riduzione di risorse per i cittadini.

Col cavolo!

I debito vanno pagati, quando sorgono da contratti sottoscritti reciprocamente su fondamenti legali.

Due anni fa, a Campodarsego, ho organizzato un convegno di una giornata intera con relatori provenienti da tutta Italia, presenti in sala più di 700 persone (ovviamente a Vittorio, mica me lo lascano fare, ci mancherebbe ☺).

Uno dei relatori, avvocato esperto in frodi bancarie, ha esposto, fra l’interesse generale dei presenti, i risultati della verifica di qualche migliaio di contratti di derivati, stipulati sia dalle pubbliche amministrazioni che da privati.

Il risultato? Oltre il 90% dei contratti derivati, nasce come un CONTRATTO TRUFFA, perciò, con le competenze delle persone adatte, si possono impugnare.

Risultato? Se i derivati del comune di Vittorio Veneto, rientrano in questi parametri, non solo non ti devo restituire i soldi, ma ti denuncio pure, tu, istituzione finanziaria, per truffa!

E non ti do un ca…volo!

Non ero presente all’incontro promosso da Scaglia, ma se sono minimamente informati dei fatti, saranno sicuramente arrivati alla medesima conclusione.

E ricordate: i debiti vanno pagati, LE TRUFFE…

ASSOLUTISSIMAMENTE NO!

segnala commento inopportuno

Dobbiamo assoltamente occuparci dei derivati di Vittorio, caro Michele, ma nello stesso tempo inutile dimenticarci quelli nazionali, chi credi sarà chiamato a pagarli?

Sempre noi, e se la matematica non è un'opinione , saranno dai 2 ai 10 mila euro a cranio, per i lavoratori.
E come si fa? già siamo tassari a sangue, aggiungi pure quelli e vedrai come finiscono di mandare "a ramengo" l'italia! ma tanto, che gliene frega a loro, si venderanno fino all'ultima spiaggia ( e oggi quest'espressione non è più una metafora)

Buon fine setimana a tutti, domani all'alba parto per Trieste, ci aspettano una quindicina di persone che vogliono capire di più di quello che viene detto dai media, e che sono disposte a trascorrere 12 ore della loro vita per andare a fondo della faccenda, rinunciando a una bella giornata di sole... questo è un altro piccolo passo, per raggiungere l'utopia.

segnala commento inopportuno

Allora Sig.ra Salvador se domani è una bella giornata di sole me ne vado a Jesolo. Spero non me ne vorrà se non vengo a chiudermi dentro una stanza a Trieste.........

segnala commento inopportuno

Si può discutere all'infinito su fatto che i derivati stipulati dal comune siano corretti o no.
La questione principale è: il comune ha ricevuto soldi dalle banche? Se sì ora deve restituirli.
Gli interessi che ora andrà a pagare sono altissimi? Se sì è dovuto all'incompetenza di quelli che li hanno stipulati.
Bisognava al momento della stipula valutare tutti i pro e i contro e leggersi bene il contratto: c'era tutto scritto! Se i nostri amministratori non l'hanno fatto vuol dire che non erano in grado di valutare i rischi oppure non sapevano leggere.
Poi sul fatto che questi siano una truffa dico solo una cosa: le banche non sono un'associazione di beneficenza!

segnala commento inopportuno

No, caro el me bèl, concordo con la Signora Francesca (e queste convergenze cominciano a preoccuparmi) che se i derivati sono frutto di un piano truffaldino perpetrato da una banca d'affari verso un ente pubblico che aveva dei vantaggi perlomeno di natura politica ad assecondarla, allora questi contratti non solo non vanno onorati ma si deve impugnare la questione nelle sedi competenti in opposizione ai contraenti ed a favore della parte lesa (i cittadini di Vittorio Veneto).

PS: in modo piutttosto misterioso lo staff Scaglia l'altra sera ha sventolato un dossier dalla copertina nera che dimostrerebbe tutti i vizi dell'operazione....se son rose fioriranno (queste per la Francesca) , se son dossier esploderanno...

segnala commento inopportuno

Se si vuole si possono impugnare come fatto a Milano dove il giudice ha dato ragione al comune. Bisogna essere sicuri di essere dalla parte della ragione altrimenti sono ancora spese per il nostro povero comune!

segnala commento inopportuno

Vorrei informarti che conosco un pool di avvocati superspecializzati in questo, e anche una fondazione, che analizzano GRATUITAMENTE i contratti di derivati, e solo in un secondo momento, se si riscontrano anomalie, e se l'amministrazione decide di procedere, si fanno pagare con una percentuale di maltolto recuperato.

segnala commento inopportuno

Non solo bisogna essere dalla parte della ragione ma bisogna vedere anche chi, tra i contendenti allo scettro, sarà il nuovo borgomastro.

Dei derivati parlan male tutti i candidati tranne, ovviamente, i padanceltici che di questa furbata son semplicemente entusiasti. Ma un conto è parlar male facendo qualche titolo sui giornali, e un conto è agire di conseguenza nelle sedi giudiziarie e nel contempo spiegare ai vittoriesi elettori in che guaio ci hannno cacciati.

segnala commento inopportuno

speriamo che si decidano ad agire

segnala commento inopportuno

Ho lavorato a Londra per molti anni nella strutturazione di derivati ed il MEF era tra i clienti della mia banca. Hanno sottoscritto montagne di derivati non per coprirsi dai rischi, ma per assumere rischi sui tassi di intereresse. Lo facevano per incassare il premio della scommessa subito, a fronte di una perdita potenziale molto alta se i tassi di mercato fossero scesi. Cosa che è regolarmente accaduta. Questa speculazione dissennata ha portato molte più perdite che benefici al bilancio del Tesoro. Certamente tutto ciò è stato fatto per far quadrare i conti (un po' come faceva MPS) ma è scandaloso che oggi nessuno chieda di rendere conto agli autori di scelte così dissennate! Inutile dire che fare un derivato col Tesoro italiano era ed è il sogno di qualsiasi banca d'affari....

segnala commento inopportuno

Grazie! Interessante visione da insider...

In realtà, bisognerebbe che i cittadini si informassero sul perchè è successo tutto ciò.

Quindi, Francesco, se io ti dico... moneta "debito", sei sintonizzato su ciò che intendo? ☺

segnala commento inopportuno

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×