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17 giugno 2019

Nord-Est

Maurizio Baglini e Silvia Chiesa: insieme per 250 concerti

I ricordi professionali e di vita

Pietro Panzarino - Vicedirettore | commenti |

PORDENONE – Recentemente, il direttore artistico del Teatro Verdi della Città, il pianista Maurizio Baglini e sua moglie Silvia Chiesa, violoncellista, un duo di fama nazionale ed europea, hanno raggiunto la meta ragguardevole di 250 concerti.

Anche la RAI ha trasmesso un’intervista sull’evento.

Ne abbiamo parlato per OggiTreviso.

1. Il primo dei 250 concerti nel 2006: dove fu programmato? eravate sposati o amici?

Fu il 4 marzo 2006, a San Polo in Rosso, Gaiole in Chianti. Eravamo solo amici.

 

2. Rievocando il celebre verso dantesco “Galeotto fu il libro… “, quando e come scoppiò la scintilla? Prima la musica e poi l’amore o viceversa?

Sempre prima la musica!

 

3. Nel tempo, come si è evoluta la programmazione dei vostri concerti in questi tredici anni?

Lasciamo ogni anno uno spazio, che copra il 35% delle nostre rispettive agende, al massimo, dedicato al duo: il resto, poi, deve essere destinato alle individuali attività di ciascuno dei due. L'evoluzione conta ad oggi oltre 80 titoli di duo nel nostro repertorio per violoncello e pianoforte.

4. L’ approdo nel pordenonese, a livello di duo, quando è avvenuto?

Non credo si possa parlare di approdo del duo a Pordenone, se non per un aiuto che in qualità di consulente musicale del Teatro Verdi di Pordenone ho voluto fornire alla comunità pordenonese: Silvia è una delle mie relazioni artistiche più preziose ed è stato dunque un valore aggiunto per il Teatro poterla includere in alcuni programmazioni.

Tengo a cuore il fatto che, a livello economico, ogni volta che Silvia ha suonato a Pordenone, l'ha fatto gratuitamente, come del resto il sottoscritto: siamo per deontologia contrari ad ogni forma di possibile conflitto di interessi.

La tappa più significativa del duo, in ambito pordenonese, è rappresentata dalla celebrazione pasoliniana, scritta da Azio Corghi nel 2015: “Tra la Carne e il Cielo” fu appunto dedicato da Corghi a Silvia Chiesa.

Il live sfociò poi in una produzione discografica pubblicata da Decca. Il progetto, grazie anche alla lungimiranza dei vertici del Teatro, rimane una vetta difficilmente superabile nel panorama della creazione musicale a livello europeo.

 

5. Quante sono state le incisioni del vostro duo? Quali sono stati i compositori privilegiati per le esibizioni comuni?

Abbiamo una discografia di duo, che tocca la decina di cd fatti insieme. Brahms, Schubert, Rachmaninov e Haydn sono le produzioni integrali, che ci stanno maggiormente a cuore.

 

6. Il futuro nasce dal presente… cosa bolle in pentola per questa collaborazione artistica?

Un tour in Giappone nel mese di maggio, dedicato alla figura di Schumann, e l'inserimento di nuovi pezzi splendidi, ma rari, in repertorio, come ad esempio la Sonata di Dora Pejacevic.

 

7. Avvicinare i giovani alla musica classica… i consigli di voi due maestri a coloro che possono intervenire nel merito…

Noi facciamo davvero tantissimo in termini di divulgazione musicale: dagli incontri nelle scuole e nelle università, a progetti che vadano appunto a catturare l'attenzione dei neofiti di anagrafica giovane.

Ma non sarà mai abbastanza finché lo Stato non imporrà la musica d'arte come materia prioritaria nella formazione scolastica di base, a partire dalla scuola dell'infanzia.

 

8. Ad libitum ...

Conciliare vita privata e vita artistica è un privilegio riservato a pochi: occorrono senso critico, umiltà e capacità di mettersi in discussione.

pietro.panzarino@oggitreviso.it

 



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Pietro Panzarino - Vicedirettore

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