17 settembre 2019

Milioni di foto gratis. O quasi

Categoria: Fotografia - Tags: Getty Images, Copyright

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Andrea Armellin | commenti | (2)

 

Se non puoi combatterli, unisciti a loro. Consiglio antico. Ma sempre attuale.

Getty Images, una delle principali agenzie fotografiche mondiali, sembra averlo capito. E ha gettato la spugna.

Ovvero ha reso disponibile gratuitamente gran parte del proprio catalogo al popolo del network. Uniche clausole: lo scopo non deve essere commerciale, e la modalità di condivisione dev’esser del tipo embedded, non del tipo tasto-destro-copia immagine.

In pratica, chiunque può usare le foto di Getty per uso personale, anche se i blogger sono sicuramente i principali destinatari di questa novità. E’ sufficiente scegliere dal catalogo di Getty Images la fotografia che ci interessa, cliccare sul simbolo “< / >” che compare appena sotto la fotografia, copiare il codice che appare e incollarlo sulla pagina del nostro blog. Più difficile a dirsi che farsi.

Davide quindi ha sconfitto Golia? Così sembrerebbe.

Ma non è tutt’oro quel che luccica.

In realtà Golia si è fatto furbo: non riuscendo a contrastare il fenomeno della pirateria delle fotografie, ha deciso di cavalcarlo (e ricavarne soldini). Già, perché in cambio dell’utilizzo gratuito della fotografia, Getty si riserva il diritto di visualizzare con/nella/ dentro la foto delle inserzioni pubblicitarie. In pratica, ci portiamo dentro le piccole mura del nostro blog un potente cavallo di Troia. Che per ora si presenta bene, sembra pulito e innocuo.

Non solo, in questo modo Getty (e i suoi clienti) sarà sempre a conoscenza di chi e come usa le sue foto, e la visibilità di queste. Anche queste informazioni si possono tradurre in denaro sonante, il mercato dei dati degli utenti è sempre florido.

Ma non è detto che per l’utente finale questi “svantaggi” vengano percepiti in modo così negativo. In fin dei conti, senza grossa invasività, possono usare tutte le immagini che vogliono.

Tutti contenti, quindi? Botte piena e moglie ubriaca?

Sembrerebbe di si. Ah no, dimenticavo i fotografi, quelli che le foto (il vino) le fanno, le cercano, le sudano.

Perché sia chiaro, le foto non le crea dal nulla Getty, che non è altro che un grande commerciante di immagini. Ma ai fotografi non è dato molto potere decisionale. Getty è stata molto chiara: o così, o niente più collaborazioni, prendere o lasciare.

Al momento però è nebuloso se (e come) i fotografi verranno resi partecipi degli eventuali utili.

Chi vivrà, vedrà.



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un buon passo sarebbe questo: che in tutte le foto, pubblicate nel web o nelle riviste, fosse indicato il nome dell'fotografo. Per esempio la foto del cavallo di legno, di cui sopra, non si sa chi l'ha fatta. Per esempio un giorno in un bar ho scoperto che in una rivista finanziata dalla Regione veneto, c'erano della mie foto, Ma né delle mie, né di tutte le altre era indicato l'autore. Poi ho scoperto che un mio amico aveva scritto un articolo per quella rivista e aveva allegato ingenuamente le mie foto. Ma anche sul suo articolo non era indicato il suo nome.

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In realtà Ugo la cosa positiva di questo sistema è proprio che si sa di chi sono le fotografie. Ad esempio, nella foto sopra, la dicitura "artpartner-images / Photographer's Choice" dovrebbe identificare il fotografo. E' uno degli aspetti PRO di questa novità.
Magari può essere che aiuti a diffondere la cultura della "firma"...

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