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15 dicembre 2017

Spettacolo

Modena blindata per il Vasco Day, tra 'effetto Torino' e assedio dei fan

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Che il ‘Vasco Modena Park’ sia un evento epocale te ne accorgi non solo per i numeri record di biglietti venduti (220.000, mai successo prima per una singola data di un’artista) e per le misure di sicurezza eccezionali dettate dagli allarmi terrorismo e dall’effetto Torino, ma anche incontrando Steve Tomasini, 27 anni, della provincia di Pordenone, che è accampato intorno al Parco Ferrari da un mese. "Volevo essere il primo ad arrivare per questo evento memorabile e sono qui da trenta giorni tra tenda, macchina e bar. Questo è il mio viaggio premio per la laurea in giurisprudenza".

Anche se la grande massa degli spettatori arriverà domani, come Steve tanti altri fan fedelissimi sono qui da diversi giorni: arrivano da ogni parte d’Italia e qualcuno anche da altri paesi europei. C’è chi come Antonio, 58 anni da Napoli, ha superato i 100 concerti del Komandante, e chi giovanissimo, come Patrizia, 16enne di Rimini, che ha ereditato la passione per il Blasco dai genitori, pure loro presenti (“ma arrivano domani, io sono venuta qui con gli amici e dormiamo sul prato con dei materassini”, dice). C’è chi dorme in macchina, chi bivacca sui prati limitrofi alla ‘zona rossa’ transennata, chi ha amici a Modena e ne approfitta per fare una doccia. Una dedizione che Vasco ha premiato con l’ingresso al soundcheck di giovedì sera, che è stata una vera prova generale del concerto, durata più di tre ore, per 15.000 fortunati (con gli iscritti al fan club sono stati invitati anche i residenti della zona del parco, come forma di ‘risarcimento’ per i disagi).

E infatti, per una carica dei 220.000 pronta ad invadere l’enorme area del concerto, c’è una città semideserta (“chi ha potuto è scappato per un weekend al mare o in montagna”, confessa una commerciante). D’altronde le limitazioni al traffico e gli altri provvedimenti messi in campo dall’amministrazione comunale non rendono la vita facile per chi volesse continuare la propria routine.

Il Parco Ferrari è raggiungibile solo a piedi: c’è un primo cerchio di sicurezza, con varchi dotati di telecamere per riconoscimento facciale, poi i metal detector e la perquisizione di borse e zaini. Nonché il divieto assoluto di introdurre bottiglie di vetro e superalcolici. In compenso la birra è arrivata con l’autobotte e verrà venduta a fiumi ma dentro più innocui bicchieri di plastica. Sui lati dell’enorme platea ci sono diversi punti di ristoro, oltre agli stand del merchandising di Vasco.

"Dopo i noti eventi che hanno agitato le ultime settimane, da Manchester a piazza San Carlo a Torino, d’accordo con le autorità – spiega il direttore di produzione del megaconcerto, Danilo Zuffi – è stato messo in campo ogni dispositivo perché tutto funzioni bene. I tre settori pit sono separati da 2.400 metri di transenne antipanico e tra un pit e l’altro c’è un corridoio di sicurezza per eventuale ingresso di veicoli delle forze dell’ordine e ambulanze. Ci sono uscite di sicurezza di 40 metri l’una per favorire le eventuali vie di fuga".

L’impianto tecnologico legato allo show è poi davvero kolossal (“così grande non ne avevamo mai fatto uno”): la larghezza del palco è di 130 metri, l’altezza uguale ad un palazzo di 8 piani, gli schermi (che si muoveranno su binari, per assicurare la scenografia movimentata e avveniristica disegnata da Giò Forma) misurano 1500 metri quadri, altri 4 megaschermi sono posizionati nel parco per aiutare gli spettatori più lontani (l’area della platea è profonda quasi 500 metri) a guardare Vasco in faccia. "Ma la cosa di cui sono più contento sono le torri audio. Abbiamo una cifra esagerata di casse e 29 torri di ritardo che fanno sì che il suono arrivi nello stesso modo in tutto il parco", assicura Zuffi. Per evitare problemi di sicurezza e tecnici ogni cavo che attraversa la platea è stato sotterrato. "Di questi tempi, basta un cretino che decide di tagliare un cavo e rovina uno spettacolo a cui lavoriamo da un anno", sottolinea Zuffi. Quando le luci si spegneranno alla fine del concerto di domani, inizieranno immediatamente i lavori per smontare l’imponente allestimento, iniziato un mese fa: "Dopo una settimana riconsegneremo un parco pulito e pettinato".

 

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