12 dicembre 2019

Treviso

Morti sul lavoro, in provincia di Treviso già sette le vittime nel 2019

Numero dimezzato rispetto al 2018, oltre 13mila gli infortuni segnalati

Isabella Loschi | commenti |

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Morti sul lavoro, in provincia di Treviso già sette le vittime nel 2019

TREVISO – Calano le denunce di infortuni mortali sul lavoro nella Marca. Da gennaio a settembre 2019 sono 7 le denunce d’infortuni mortali di cui 5 sono relativi a incidenti stradali. Nello stesso periodo del 2018 i morti sul lavoro sono stati 16, saliti a 19 nell’intero anno.

A riportare i numeri il direttore dell’Inail di Treviso Antonio Salvati, che interverrà domani giovedì 14 novembre alle 20.30 al centro La Roggia di San Zenone, per trasmettere la fotografia e l’evoluzione del fenomeno infortuni e malattie professionali in provincia di Treviso.

“Se le morti sul lavoro sono più che dimezzate, confrontando i primi nove mesi del 2018 con lo stesso periodo di quest’anno, dal punto di vista degli infortuni il numero resta alto”, sottolinea Salvati. “Nel 2018 sono state 13.646 le segnalazioni per infortuni, numero che si riconfermerà sulla stesa cifra anche quest’anno”, anticipa Salvati. Dei 13646 casi, “a parte più rilevante riguarda industria e servizi (11264), 1.760 di dipendenti della pubblica amministrazione, 602 infortuni nell’agricoltura.

I settori più colpiti sono, nell’ordine, edilizia, commercio all’ingrosso e trasporti. L’età dei lavori infortunati oscilla dai 40 ai 59 anni.

“Sono state 573 le denunce di malattie professionali, di cui 377 hanno riguardato lavoratori maschi, 196 lavoratrici femmine”, continua Salvati. “Il 60% delle patologie denunciate solo osteoarticolari, pari a 399 casi. Seguono malattia del sistema nervoso, sordità e purtroppo anche i tumori”.

Per il direttore dell’inali di Treviso serve molta più attenzione nei luoghi di lavoro: “Nel solo 2018, l’Inail ha recuperato nella provincia di Treviso oltre un milione di euro da datori di lavori condannati in sede penale per omissione nell’applicazione delle misure di prevenzione, tramite il meccanismo del regresso”.

 

 



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Isabella Loschi

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