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26 settembre 2017

Oderzo Motta

A Motta masterclass internazionale

L'ospedale di Motta, in collaborazione col Niguarda di Milano, organizza un corso di perfezionamento sulle disfunzioni collegate alle lesioni spinali per operatori sanitari da tutto il mondo

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Oras Motta

MOTTA DI LIVENZA - In partnership con l’Ospedale Niguarda di Milano, l'Oras di Motta è organizzatore e sede del Masterclass sul “Trattamento delle disfunzioni alla vescica, all’intestino e sessuali collegate a lesioni del midollo spinale e malformazioni del tubo neurale”.

Un corso internazionale di livello superiore, riservato a medici, infermieri, fisioterapisti, terapisti occupazionali e psicologi con un interesse specifico per la mielolesione - sotto l’egida della WFNR (Federazione mondiale Neuroriabilitazione) e della SIMFER (Società italiana di Medicna Fisica e Riabilitativa) – che avrà il suo primo incontro mercoledì 24 maggio a Motta di Livenza.

Il comitato organizzativo del masterclass è seguito da Humberto Cerel Bazo, direttore dell’Unità Gravi Cerebrolesioni e Mielolesioni di Oras, e dal collega Michele Spinelli dell’Unità Spinale dell’ospedale milanese. Il corso accoglierà 40 partecipanti, metà dei quali sono previsti provenienti dall’estero. Si svolgerà in tre sessioni, le prime due a Motta di Livenza e l’ultima a Milano, in modo che i partecipanti abbiano la possibilità di entrare in contatto con due importanti realtà che si prendono cura delle persone affette da lesione midollare, approfondendo le eccellenze delle strutture.

“E’ un’iniziativa che nasce con lo scopo di ridurre il gap di conoscenza e omologare i modi di gestione del mieloleso nel mondo, e in particolare nei paesi emergenti – spiega Francecso Rizzardo, Amministratore delegato di Oras - pertanto il primo Masterclass ha come obiettivo organizzare un corso che includa un programma organico di lezioni teoriche e pratiche, tenuto da esperti nazionali e internazionali, che si dedicano da anni al vasto campo multidisciplinare dei gravi mielolesi.

L'invito a partecipare è stato rivolto soprattutto ai sanitari che vivono e lavorano nei paesi emergenti come Cina, India, Israele, Emirati Arabi, Portogallo, Spagna, America Latina per partecipare al corso insieme ai colleghi italiani e condividere modelli e progetti. Gli obiettivi del corso, infatti, sono creare un tessuto ideale per uno scambio d’idee, allargare informazioni cliniche e scientifiche, formare una rete internazionale che stabilisca le misure essenziali per migliorare la sopravvivenza, la salute, la partecipazione e la gestione del mieloleso”.

“Nella mielolesione – aggiunge il dr. Humberto Cerrel Bazo - la terapia intensiva, gli interventi chirurgici, i servizi di riabilitazione e di continuità di cure sono essenziali per la prevenzione e la gestione. Essendo, però, eterogenei tra i diversi paesi, soprattutto in quelli più poveri, molte delle conseguenze associate alla mielolesione sono condizionate dall’adeguatezza dei livelli d’assistenza e dalle barriere in ambito fisico o sociale. Si stima che l’incidenza globale annuale del mieloleso sia circa 40/80 nuovi casi per milione di abitanti e che fino al 90% di questi casi siano di origine traumatica. Le condizioni secondarie che insorgono di seguito possono essere, non solo debilitanti ma anche pericolose per la vita. Sono, però, prevenibili e in molti paesi avanzati come il nostro non sono più tra le principali cause di morte dei mielolesi. La nostra esperienza può rivelarsi fondamentale per una condivisione di modelli mirati a una diffusa collaborazione internazionale”.

Collaborazione fondamentale anche per un sempre migliore progresso anche nei paesi più evoluti. “La mielolesione può rendere una persona dipendente e la tecnologia di assistenza spesso è necessaria per facilitare la mobilità, la comunicazione, la cura di sé o di altre attività di vita quotidiana in modo autonomo – conclude il dr. Cerrel Bazo -. Il 20-30% delle persone con lesioni del midollo spinale mostrano segni clinici significativi di depressione, avendo a sua volta un impatto negativo sul miglioramento dell’autonomia e della salute in generale.

Fraintendimenti, atteggiamenti negativi, barriere fisiche e architettoniche escludono molte persone dalle attività sociali. I bambini con lesioni del midollo spinale hanno meno probabilità rispetto ai loro coetanei di iniziare la scuola, e meno probabilità di proseguire gli studi. Gli adulti con lesioni del midollo spinale incontrano ostacoli a partecipare alla vita economica, arrivando a un tasso di disoccupazione mondiale di oltre il 60%. La collaborazione che intendiamo deve portarci a superare anche queste sfide”.
 

 

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