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16 febbraio 2019

Vittorio Veneto

Il mulo innamorato

Iroso, l’ultimo mulo dell’esercito, è rimasto vedovo. Ma per poco…

Emanuela Da Ros | commenti |

FREGONA - La più bella storia di San Valentino quest’anno ha il colore di una piccola stalla. E’ una storia che comincia da una fine. Da quell’inevitabile distacco che l’età avanzata affretta. E’ una storia lieta nell’epilogo. Che i protagonisti, anche se non sanno esprimersi a parole, rendono dolce e magica come una favola. La più bella storia di San Valentino la stanno vivendo Iroso, il mulo ‘graduato’ più vecchio d’Italia, e Winie, la sua nuova fidanzata.

 

Contrattempi...dell’età. Una settimana fa, dopo aver festeggiato le quaranta primavere, il mulo Iroso è diventato vedovo. Gigliola, la ‘mussetta’ che da dieci anni divideva con lui lo stesso tetto di travi e il medesimo pagliericcio, si è ammalata. Antonio De Luca, l’alpino che aveva salvato dal macello Iroso e gli ultimi muli dell’esercito, ha fatto del suo meglio: ha chiamato il veterinario, ha fatto all’asina le iniezioni di antinfiammatorio prescritte, ma Gigliola si era ormai arresa agli strali della malattia e dell’età. Una mattina all’alba si è accasciata per sempre sul pavimento della stalla, mentre Iroso, chino su di lei, tentava di rianimarla col calore del suo fiato.

 

“Erano - dice Antonio - una coppia affiatata: per quanto sordo e mezzo cieco, Iroso non perdeva mai di vista la sua compagna. E lei, amorevolmente, non si separava da lui. L’improvvisa scomparsa dell’asina Gigliola ha colpito il vecchio mulo: rimasto solo nella stalla, Iroso rifiutava il cibo, e qualunque conforto. Così sono corso ai ripari”.

 

Antonio De Luca ha cercato una nuova fidanzata per Iroso. L’ha trovata in pochissime ore grazie alla disponibilità del campione Marzio Bruseghin, che gli ha ‘prestato’ una delle sue asinelle. “Tienila quanto vuoi”, ha detto ad Antonio. La nuova ‘mussetta’ ha la stazza più piccola di Gigliola, ma lo stesso manto color stracciatella.

 

“All’inizio - conclude De Luca - Iroso l’ha accolta con diffidenza, convinto forse che nessuna asina potesse sostituire Gigliola, ma il peso della solitudine dev’essere stato così insopportabile, da spingerlo a fare amicizia con la nuova inquilina e poi ad avvicinarsi a lei con simpatia. Ora Iroso sembra aver ritrovato la serenità, ha ripreso a mangiare e ha l’espressione meno sofferta. Pensavo fosse amore, invece era un calesse...dice Troisi in un film: e anche se Iroso e Winie (questo il nome dell’asinella) un calesse non lo condurranno mai, è probabile che compiranno insieme qualche altra primavera: noi ce lo auguriamo”.

 



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Emanuela Da Ros

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