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20 ottobre 2018

Vittorio Veneto

Mulo reduce della "Brigata Cadore" rischia di essere abbattuto

Alpini: "Imbalsamiamolo al museo"

commenti | (5) |

VITTORIO VENETO - Bisognerà aspettare la visita del veterinario, prevista per il primo pomeriggio di domani, giovedì, per conoscere quale sarà la sorte di Iroso, un mulo di 34 anni in "servizio" alla dissolta brigata Cadore degli Alpini di Vittorio Veneto fino al 1993 e poi acquistato, assieme ad altri 12 "colleghi" che parevano destinati al macello, da un imprenditore agricolo di Cappella Maggiore.

 

L'animale, ultimo sopravvissuto, cieco ad un occhio da quasi due anni ed ora con la vista residua sempre più compromessa, a causa delle sue difficoltà di movimento potrebbe infatti essere abbattuto nonostante il proprietario, Antonio De Luca, sia incline a tenerlo in vita il più possibile. Per decidere la sorte del mulo - come dice La tribuna di Treviso - ieri si è riunito d'urgenza il consiglio dell'Ana (associazione nazionale alpini) di Vittorio veneto, però non è stata presa alcuna decisione rimettendo il tutto all'esito della visita veterinaria.

 

"Altri 11 sono morti di vecchiaia fra i 25 ed i 32 anni di età - spiega oggi De Luca all'ANSA - e solo un altro esemplare, rimasto cieco ma, a differenza di questo, era molto inquieto e dunque pericoloso per se e per gli altri e per necessità ha subito l'eutanasia. Iroso - aggiunge De Luca - anche questa mattina si è diretto con sicurezza verso il suo secchio di mangime e non evidenzia segni di sofferenza. Perciò, fosse per me, lo lascerei vivere". L'ultima parola, in ogni caso, toccherà al veterinario, mentre a Vittorio Veneto i membri dell'Ana hanno avanzato una proposta. Il corpo dell'animale, dovesse essere abbattuto, potrebbe essere imbalsamato ed esposto al museo naturalistico del Cansiglio; un'idea che pare non accogliere per ora un consenso unanime.

 

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Proposta: inumare con targa esplicativa, quando Iroso ci lascerà, un suo zoccolo nel masso che fa da piedistallo al bellissimo monumento all' Alpino di S. Andrea. Il resto del mulo torni alla terra.

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...bellissimo monumento all' Alpino di S. Andrea...?

Ma per piacere come si fa a dire bellissimo quell' oleografico spreco di bronzo?

Un altro pseudo monumento da eliminare: se si lasciasse fare agli alpini ci troveremmo di qua e di là simulacri di cappelli, penne, lapidi più fitte delle "pissae de can" come già ho visto in giro per Vittorio.

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Cara Lola, "La bellezza delle cose esiste nella mente che le contempla" (David Hume).
Certo se Lei è tutta intenta a monitorare le "pissae de can" in giro per Vittorio, è più difficile che riesca a cogliere questa bellezza...

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E' difficile capire certi commenti e giustificarli per chi come il sottoscritto conosce bene i muli degli alpini ed Iroso lo ha condotto, curato ed amato per quasi vent'anni e continua tutt'ora insieme ad altri volanterosi alpini a prendersene cura quotidianamente.
Non voglio giudicare nessuno, ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni ma forse dovrebbe conoscere la storia di quest'animale e degli altri 12 che con molto sacrificio sono stati salvati dal De Luca nel 1993 da morte certa ed accuditi con affetto e perizia. Oltre settecento quadrupedi sono stati messi all'asta dall'Esercito ed acquistati per lo più da macellai senza scupoli. Iroso se è potuto arrivare a 34 anni (che per un umano corrispondono a circa 102 anni) è merito delle cure e delle attenzioni che non gli sono mai mancate. Iroso sta a cuore a tutti gli alpini ed in particolare a quelli del Reparto Salmerie. Per noi non è solo un animale ma un amico di tante avventure ed un pezzo della nostra storia. Trovo corretta la proposta di Bastanzetti ma credo che l'ultima parola spetti al proprietario, al quale
va il merito di averci dato l'opportunità di aver passato con lui dei giorni indimenticabili.

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Caro Vecio, la mia è una semplice proposta personale che sottopongo anzitutto al giudizio, se vorranno considerarla, del Reparto Salmerie ed in primis di Antonio De Luca.
Non ci piove che spetta a loro ogni decisione ultima, per ciò che hannno concretamente fatto per questi animali in tanti anni. Non dimentichiamo neppure che il Reparto Salmerie era l'unico ad avere i muli "originali" ed ha girato l'Italia, circondato da enorme entusiasmo e spesso vera commozione, portando alto il nome di Vittorio Veneto anche in questo modo. Grazie e sempre in alto la Penna!

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