12 novembre 2019

Vittorio Veneto

IL MUSEO DEL BACO PIACE AI VITTORIESI

Buona l'affluenza e nel prossimo fine settimana visite guidate gratuite

Claudia Borsoi | commenti |

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VITTORIO VENETO - Se ne iniziò a parlare nel 1983 e lo scorso 10 ottobre è divenuto realtà. A due settimane dall'inaugurazione il Museo del Baco da Seta registra una buona affluenza: negli ultimi due weekend sono 190 le persone che lo hanno visitato.

Nel prossimo fine settimana al Museo del Baco da Seta si entrerà gratis. L'iniziativa è promossa dall'amministrazione comunale che aveva annunciato per tutti i vittoriesi visite gratuite al museo che ripercorre un pezzo di storia locale.

Sabato 30 alle 18,00 e domenica 31 ottobre alle 16,00 la curatrice scientifica Elisa Bellato illustrerà stanza dopo stanza l'allestimento museale che può contare, oltre che sui numerosi oggetti dell'epoca impiegati per la bachisericoltura, anche su postazioni multimediali e "sensoriali".

Le visite guidate gratuite saranno riproposte anche a novembre, sabato 13 (alle 18) e domenica 14 (sempre alle 16). In entrambi i weekend, 30 e 31 ottobre e 13 e 14 novembre, l'ingresso al museo gratuito per tutti i visitatori.

La gestione del Museo del Baco fino al 31 dicembre è stata affidata alla Cooperativa Sociale Fenderl onlus. «Ad oggi - spiega il presidente Vittorio Terrasan - abbiamo registrato una buona affluenza: 130 persone in questo ultimo fine settimana, 60 in quello precedente, e parecchie sono le richieste di visite guidate arrivate dalle scuole».

La Cooperativa Fenderl si è impegnata in forma gratuita fino alla fine di quest'anno nella custodia e pulizia del museo. «Sono tre le persone impiegate, due svantaggiate, una si occupa delle pulizie e l'altra della custodia, e una persona normodotata che funge da tutor per le altre due e supervisiona le varie attività, gestendo inoltre le richieste che provengono dalle varie scuole e contattando le guide».

«Già in passato - chiude Terrasan - avevamo dato disponibilità all'amministrazione avendo i nostri laboratori sede proprio qui alle Filande. Ci sembrava bello poterlo gestire noi per dimostrare che anche persone svantaggiate possono lavorare in questo ambito».

 

 



Claudia Borsoi

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