12 dicembre 2019

Valdobbiadene Pieve di Soligo

NEANCHE I RICCHI PAGANO IL TICKET

157 persone denunciate per truffa: avevano ottenuto l'esenzione dal ticket anche se benestanti

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NEANCHE I RICCHI PAGANO IL TICKET

Pieve di Soligo - Ricchi e tirchi: non pagavano il ticket all'ospedale fingendosi poveri. Non si tratta di casi sporadici ma di una vera e propria moda: 157 persone residenti nel territorio dell'Ulss7 sono state denunciate per truffa per aver ottenuto l'esenzione dal pagamento di ticket sanitario, sebbene avessero un reddito ben al di sopra della soglia di povertà.

L'esenzione dal ticket sanitario è concessa a disoccupati, titolari di una pensione minima o di assegno sociale. I 157 denunciati sono risultati invece percettori di redditi sostanziosi e possessori di auto di lusso e proprietà immobiliari. Avevano scelto però di risparmiare sulle spese mediche, ai danni dell'azienda sanitaria locale.

L’accusa per i benestanti che usufruivano del beneficio riservato agli indigenti è di truffa e falso ideologico commessa dal privato in atto pubblico. Al momento non è stato possibile quantificare l’ammanco per le casse dell’Ulss7. Del caso si sta occupando il pm Claudio Pinto.

Sono stati gli uomini della Guardia di finanza di Treviso a scorpire la mega truffa collettiva, durante un controllo effettuato sui migliaia di cittadini trevigiani. L'operazione delle Fiamme gialle trevigiane ha portato alla denuncia all'autorità giudiziaria di ben 157 persone che godevano dell'esenzione totale dal ticket pur non avendone titolo.

Tra i finti poveri che hanno chiesto e avuto l'esenzione dal ticket figurano anche professionisti con redditi oltre il mezzo milione di euro, ricchi collezionisti, possessori di auto di pregio, investitori esteri.

Fra i truffatori c’era anche una titolare di agenzie immobiliari, coniugata con un commercialista: assieme dichiaravano un reddito annuo di 500 mila euro. Ma c'è anche un collezionista d’auto d’epoca possessore di una Maserati. Un imprenditore aveva falsificato l’impegnativa per ben 5 volte adducendo varie giustificazioni, una volta si dichiarava disoccupato, un’altra titolare di una pensione minima.

L'imbroglio funzionava grazie all'autocertificazione: i truffatori firmavano l'autocertificazione per dichiararsi indigenti aventi diritto all'esenzione e l'ulss7 non ha potuto far altro che prestare fede alle dichiarazioni degli utenti.

Le indagini delle Fiamme Gialle sono partite lo scorso anno e hanno preso in considerazione le impegnative del 2006. Dal 2000, la Guardia di Finanza ha anche il compito di monitorare la spesa pubblica attraverso un’apposita sezione di tutela della spesa pubblica. L’attività di controllo è partita dall’Ulss 7 in quanto il bacino d’utenza è meno vasto. 40 mila le impegnative esaminate.

 

Sopra: la sede dell'Ulss7 a Pieve di Soligo (Foto Trevigio)

 

 

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