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16 dicembre 2018

Treviso

Nella Marca camion fermi nei piazzali, non si trovano più autisti

A lanciare l'allarme è la categoria trasportatori di Confartigianato Marca trevigiana:"I giovani non vogliono svolgere questo lavoro"

Isabella Loschi | commenti |

TREVISO - Aumentano i camion fermi nei piazzali delle aziende di autotrasporto trevigiane a causa della mancanza di autisti professionisti di merci. E il problema, soprattutto in questo periodo che coincide con l’arrivo delle festività natalizie che fanno aumentare di circa il 15% la media del trasporti mensili, si fa sentire in tutta la sua drammaticità.

Purtroppo gli autotrasportatori trevigiani devono rinunciare a importanti commesse di lavoro e subire un gravissimo danno economico a causa della mancanza di personale. A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Marca Trevigiana: “Le nostre imprese sarebbero pronte ad assumere subito, ma autisti non se ne trovano. La stima su base nazionale parla di una mancanza di circa 15.000 professionisti. In provincia di Treviso i dati in nostro possesso ci dicono che le imprese di autotrasporto potrebbero assumerne, da subito, oltre 300”.

Una recente ricerca ha messo in evidenza come la carenza di camionisti non sia un problema esistente solo in Italia ma comune in tutta Europa dove la situazione, si parla di circa 150.000 autisti mancanti, si sta aggravando perché i pensionamenti non sono colmati da giovani che intendono svolgere questo mestiere.

Anche nella Marca il problema pensionamenti è particolarmente grave. “I due terzi degli autisti presenti nelle nostre imprese (in totale 4.900 di cui 1200 impiegati presso autotrasportatori artigiani) andranno in pensione nei prossimi 15 anni - sottolinea Danilo Vendrame, presidente trasportatori Confartigianato Imprese Marca Trevigiana - mentre il ricambio generazionale di questi lavoratori è attualmente costituito solo da non più di 100 soggetti, ovvero da figure che annualmente acquisiscono le patenti e le carte di qualificazione necessarie per essere assunti come autisti in una impresa di autotrasporto merci conto terzi. La ricerca di personale, inoltre, si rende difficoltosa anche verso i Paesi dell’est perché la delocalizzazione, scelta operata anche da molti autotrasportatori trevigiani, ha drenato la disponibilità di autisti anche in quei Paesi”.

“Stiamo vivendo una incredibile e paradossale realtà - rivela Vendrame - Mai fino ad ora ci si è trovati con i camion fermi sui piazzali e la casella di posta elettronica piena di richieste di trasporti ancora da evadere. Nel recente passato si è cercato di risolvere questo problema ricorrendo anche a contratti di somministrazione proposti da società di lavoro interinale estere che non sono però una soluzione e hanno spesso generato problemi di dumping contrattuale, a discapito dei datori di lavoro locali”.

“Resta il fatto che i giovani non vogliono accettare di svolgere un lavoro che prevede stipendi buoni, superiori alla media d’ingresso di tutti gli altri settori. Il mestiere, grazie all’innovazione tecnologica e al confort presenti nei mezzi di trasporto e all’automazione delle fasi di carico e scarico merci , si è evoluto e consente di operare in condizioni di sicurezza e benessere alla guida”.

“La normativa comunitaria ha previsto nell’ultimo decennio un incremento considerevole degli obblighi formativi per chi vuole acquisire le patenti e gli ulteriori titoli necessari per porsi con professionalità e in sicurezza alla guida di un Tir sulle strade europee - spiega Vendrame - Scelte condivisibili che hanno di fatto però aumento la distanza tra questa professione e quanti hanno interesse ad intraprenderla”.

I percorsi formativi infatti in virtù della loro articolazione e durata hanno costi considerevoli. Il pacchetto base per acquisire le patenti e la qualificazione necessarie per diventare un autista professionista si attesta su una cifra media di 2.500 euro.

Proprio per cercare di porre rimedio a questa situazione Confartigianato in Veneto, insieme ai sindacati di categoria, ha introdotto, nel rinnovato contratto regionale di settore (firmato il 5 novembre 2018), un rimborso che sarà erogato dell’ente bilaterale EBAV, del valore di 1.000 euro, per gli autisti neopatentati a fronte dei costi sostenuti per la loro formazione presso le autoscuole che si convenzioneranno con l’Associazione.

 



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Isabella Loschi

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