17 settembre 2019

Esteri

"Nessuno ci ha aiutato, sono morti tutti": il racconto del sopravvissuto

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"Eravamo in 15 su un gommone e solo io sono vivo. Dio ha mandato i maltesi a salvarmi". E' la testimonianza al Times of Malta di Mohammed Adam Oga, ricoverato in ospedale a causa di una grave disidratazione, dopo 11 giorni alla deriva in mare durante i quali ha visto via via morire i suoi compagni di viaggio, tra cui una donna incinta. Nei giorni scorsi, i media maltesi avevano pubblicato foto e video del salvataggio condotto dalle Forze armate maltesi dell'unico superstite: giaceva svenuto sul corpo di un altro migrante nel dinghy sul quale avevano tentato la traversata del Mediterraneo, partito dalla Libia.

"Non avevamo cibo, né acqua e carburante - racconta il 38enne -. Siamo stati in mare 11 giorni. Abbiamo iniziato a bere l'acqua di mare. Dopo cinque giorni, sono morte due persone. Poi, ogni giorno altre due". Attivista politico del Fronte di liberazione Oromo, che lotta per l'indipendenza della regione dall'Etiopia, aveva lasciato il suo Paese 15 anni fa, vivendo in Eritrea e poi in Sudan. Quindi l'arrivo in Libia, con la speranza di arrivare in Germania dove ha alcuni amici, dove ha pagato 700 dollari a un trafficante.

Il primo agosto scorso Mohammed insieme ad altri 14 compagni di viaggio - due ghanesi, due etiopi e tutti gli altri somali - è partito dal porto libico di Zawia, a bordo di un gommone. Rimasti senza cibo e carburante hanno chiesto aiuti alle navi ed agli elicotteri che si trovavano in zona, ma nessuno si è fermato. "Abbiamo gridato 'aiuto, aiuto', facevamo segno con la mano, un elicottero è arrivato e se ne è andato", racconta ancora Mohammed. Infine l'avvistamento da parte di un aereo di Frontex, l'agenzia europea per le frontiere, che ha richiesto il soccorso delle Forze armate maltesi, intervenute con un elicottero, che ha trasportato Mohammed ormai allo stremo in ospedale.

 

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