15 settembre 2019

Esteri

Nigeria, liberi i tre marinai italiani. Stanno bene, attesa per il loro rientro

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ROMA - "I nostri tre marinai sono liberi e faranno presto rientro in Italia". Così il ministro degli Esteri Giulio Terzi dà notizia della liberazione dei tre italiani sequestrati dai pirati lo scorso 23 dicembre al largo delle coste della Nigeria, mentre il rimorchiatore Asso21 della compagnia di navigazione Augusta Offshore su cui erano imbarcati si dirigeva a Port Harcourt.

''E' un successo - prosegue Terzi - degli uomini e delle donne della Farnesina e di tutti i funzionari delle strutture dello Stato coinvolte che con la loro tenacia e professionalità hanno reso possibile l'esito positivo di questa difficile vicenda". "Desidero inoltre ringraziare le autorità nigeriane che in queste settimane ci hanno sempre assicurato la massima collaborazione" ha aggiunto Terzi che si era tenuto in contatto con il collega nigeriano per la gestione del caso.

I membri dell'equipaggio del rimorchiatore Asso Ventuno "sono tutti in buone condizioni" ha assicurato Mario Mattioli, armatore dell'Augusta Offshore, a poche ore dalla liberazione dei quattro membri dell'equipaggio, tre italiani e un ucraino. Mattioli ha ricevuto la telefonata dal comandante Emiliano Astarita intorno all'una di notte, "appena si sono trovati in condizione di poterci contattare".

"Ho ancora i brividi - racconta - il comandante era estremamente emozionato e mi ha detto che spera di potermi riabbracciare presto. Sono tutti cresciuti con noi e fanno parte della nostra famiglia. Gli ho detto di rilassarsi e di mettersi nelle mani dei medici. Ci auguriamo di vederli quanto prima".

L'armatore spiega che non è stato pagato nessun riscatto. Il rilascio è frutto "dell'intensa attività diplomatica condotta in maniera magistrale dalla Farnesina. Non sappiamo se ci sono state richieste particolari da parte dei rapitori". "La cosa più importante - rimarca - è che i nostri ragazzi stanno bene. Il comandante mi ha detto che non hanno avuto percosse. Certamente erano in una situazione di disagio''. Lo stretto riserbo tenuto dalla società armatrice e dai familiari "è stato probabilmente uno dei principali fattori della buona riuscita delle trattative".

"Per noi Natale non era ancora arrivato, finalmente oggi possiamo dirlo: a Piano di Sorrento oggi è Natale" sono le prime parole con le quali il sindaco di Piano di Sorrento, Giovanni Ruggiero, ha commentato all'Adnkronos la notizia della liberazione. Il comandante Emiliano Astarita, trentasette anni, è originario di Piano.

"L'attesa è servita a rendere questo momento ancora più bello", racconta Ruggiero che spiega di aver appreso la notizia "in tempo reale" dal senatore Raffaele Lauro, che già a poche ore dal rapimento aveva chiesto l'intervento del governo con un'interrogazione urgentissima. "Al di là dei primi momenti complicati, complessi e angosciosi - prosegue Ruggiero - è stata scelta la linea del silenzio, da parte nostra come da parte dei familiari. E' servito molto sangue freddo, abbiamo avuto fiducia e questa fiducia è stata oggi ripagata".

Il sindaco di Piano di Sorrento ha contattato lo zio del comandante Astarita e la sorella di Salvatore Mastellone, marinaio di Sant'Agnello, comune della Penisola Sorrentina poco distante da Piano. Il terzo marinaio italiano coinvolto nella vicenda è Giuseppe D'Alessio, di Pompei: "Mai come in questo caso possiamo dire che eravamo tutti sulla stessa barca, la vicenda ha riguardato l'intero territorio. Anche con il sindaco di Pompei manderemo un messaggio di congratulazioni alle famiglie".

Ed è già tempo di pensare all'accoglienza per i marittimi che faranno presto ritorno alle loro case: "Ma per questo - spiega Ruggiero - decideranno le famiglie, noi faremo quello che loro sentiranno di voler fare. Quando accadono esperienze di questo genere è giusto che decidano i diretti interessati, probabilmente hanno bisogno di tranquillità e riposo".

''L'impegno della Farnesina e il rigoroso silenzio osservato dai familiari, nonostante la comprensibile angoscia, hanno favorito la rapida liberazione dei nostri concittadini Emiliano, Salvatore e Giuseppe - ha dichiarato il senatore Raffaele Lauro, parlamentare sorrentino - Mi unisco alla gioia delle famiglie, delle comunità di Piano di Sorrento, di S. Agnello e di Pompei, nonché di tutta la gente di mare della Penisola Sorrentina, che ha seguito, con trepidante partecipazione, questa drammatica vicenda, felicemente conclusa".

Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha espresso la sua soddisfazione e quella del governo per la liberazione dei tre marinai italiani. ''Un successo - si legge in un comunicato di palazzo Chigi - che si affianca alle altre operazioni svolte durante l'ultimo anno che hanno permesso di riportare a casa trenta connazionali sequestrati all'estero. Tra questi si ricorda il caso di Rossella Urru, la cooperante liberata in Mali lo scorso luglio dopo 9 mesi di prigionia. Una liberazione che aveva suscitato l'impegno e il coinvolgimento diretto di moltissimi italiani".

"Due invece gli italiani che restano nelle mani dei loro sequestratori: l'ingegnere Mario Belluomo (63 anni, catanese), rapito in Siria lo scorso 17 dicembre, e il cooperante Giovanni Lo Porto (38, palermitano), da quasi un anno nelle mani di un gruppo talebano pachistano. Per loro - conclude la nota - il governo è impegnato ad ogni livello con il massimo sforzo affinché possano ritornare a casa al più presto e riabbracciare i propri familiari".

(Adnkronos/Ign)

 

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