13 novembre 2019

Vittorio Veneto

NO ALLE MOTOSLITTE SUL CANSIGLIO

Gli ambientalisti chiedono che le strade silvopastorali restino precluse ai mezzi a motore

Emanuela Da Ros | commenti |

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Emanuela Da Ros | commenti |

Vittorio Veneto - Le associazioni ambientaliste e alpinistiche (CAI Veneto-CAI-Tam Veneto, Legambiente Veneto, Mountain Wilderness Veneto,  Italia Nostra Veneto, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, LIPU) dicono no alle motoslitte in Cansiglio.


Il giorno 9 dicembre scorso è stato licenziato dalla IV commissione consiliare un progetto di legge di modifica della leggere regionale relativa alla "Disciplina della viabilità silvo-pastorale".

Con tale modifica, che ora dovrà passare al voto del Consiglio, si vorrebbe regolamentare l’utilizzo delle motoslitte in montagna.

Le motivazioni sono legate al rilancio turistico della montagna, ma le associazioni ambientaliste e alpinistiche del Veneto esprimono la totale contrarietà all'invasione della montagna da parte di questi mezzi a motore, che tra l'altro, non sono nemmeno contemplati dal codice della strada.

La modifica della legge permetterebbe ai comuni e alle comunità montane l’individuazione di percorsi specifici sui quali consentire la circolazione delle motoslitte.

"L'attuale legge regionale - spiega Vittorio de Savorgnani - impedisce ai mezzi motorizzati il transito sulle strade silvopastorali, sulle piste  di esbosco, i sentieri, le mulattiere, i prati, i pascoli ed i boschi. Sono invece autorizzati i mezzi per lavori agricoli, forestali, per la sicurezza (corpo forestale, polizia, mezzi sanitari), per motivi professionali o per raggiungere i fondi privati. Permettere l'uso e l'apertura delle strade forestali e degli spazi alpini alle motoslitte creerebbe notevoli problemi di sicurezza ai frequentatori della montagna  a piedi, con gli sci da fondo o da sci alpinismo, come dimostrato dal sempre maggior numero di incidenti, anche mortali, che avvengono ogni anno.
In più si farebbe un notevole passo indietro nella salvaguardia del delicato equilibrio naturale durante il periodo invernale, quando gli animali stanno attraversando il loro periodo più difficile ed anche disturbi minimi possono metterli in pericolo di sopravvivenza. Si creerebbe inoltre un inquinamento sia acustico che di gas di scarico."


Allo stato attuale le motoslitte non sono nemmeno contemplate nel Codice della Strada come mezzi motorizzati , quindi ufficialmente non esistono nonostante il loro utilizzo sia sempre più diffuso da parte di persone che raramente conoscono le problematiche e i rischi della montagna innevata. Le associazioni hanno più volte proposto al Governo Italiano l'inserimento della motoslitta nel Codice della Strada, prevedendo l'obbligo del contrassegno identificativo, dell'assicurazione per la responsabilità civile verso terzi nonché del possesso, per il conducente, del certificato di idoneità alla conduzione: con tale modifica, inoltre, la motoslitta rientrerebbe senza equivoci tra i mezzi (motorizzati) citati proprio dall'art.4 dell’attuale legge regionale 14/1992 e ai quali è vietata la circolazione nelle strade silvopastorali.

A nessun mezzo motorizzato, ad esempio moto, quod o fuoristrada, è permesso di andare là dove invece si vorrebbe dare accesso alle motoslitte. Appare ovvio che se questa proposta dovesse diventare legge, immediatamente chiederebbero lo stesso diritto anche questi mezzi, finora interdetti al libero transito.


"Le associazioni ambientaliste del Veneto - conclude de Savorgnani - si appellano al senso di responsabilità dei consiglieri affinchè valutino con estrema attenzione ed evitino di votare la legge così come presentata in questa versione, per farla tornare in commissione, dando così modo di intervenire anche alle associazioni stesse. Nel frattempo partirà una campagna di informazione presso l’opinione pubblica per far capire a tutti le conseguenze dell’aprire gli spazi alpini ai mezzi motorizzati per motivi turistici."

 



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