12 dicembre 2019

Mogliano

IERI IL GIUDICE IN OSPEDALE DA BATTOCCHIO

Il 49enne uxoricida non ricorda nulla di quella notte maledetta

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IERI IL GIUDICE IN OSPEDALE DA BATTOCCHIO

Mogliano - Era sbalordito. Dopo essere stato svegliato dal coma farmacologico, avrebbe detto: «Sono stato io? L’assassino di mia moglie sono io?».

La terribile verità glie l’ha confermata il giudice. E lui è rimasto incredulo. Questa la scena ieri mattina all’ospedale di Montebelluna tra Daniele Battocchio, il 49enne imprenditore di Mogliano che ha soffocato nella notte tra domenica e lunedì la moglie e ha tentato il suicidio, e il gip Umberto Donà.

 

Ieri dunque il giudice ha interrogato Battocchio sui motivi del perché abbia preso un cuscino ed abbia tolto la vita alla moglie, Cristina Prior 45 anni, forse mentre già stava dormendo. Poi l’uomo ha tentato di impiccarsi in cucina ma solo l’intervento della Polizia ha scongiurato una seconda tragedia.

L'autopsia della donna è stata effettata ieri mattina dal professor Massimo Montisci del dipartimento di Medicina legale dell'Università. Secondo quanto si è saputo, non ci sono segni di strangolamento o di colluttazione sul corpo di Cristina. Solo qualche leggera escoriazione sulle mani, forse un velleitario tentativo di difesa.

Ma per le analisi complete, e dunque per saper l’ora esatta della morte, ci vorranno circa 60 giorni. L’uomo ieri, al risveglio dal coma farmacologico dovuto alla diminuzione costante di sedativi, si è dimostrato collaborativo, anche se ha avuto frequenti amnesie. Un disorientamento spiegato con la mancanza di ossigeno dovuto al suo tentativo di impiccagione.

Pare che pensasse di trovarsi in ospedale a causa di un incidente stradale, non si ricordava nulla. Dopo aver conosciuto il motivo della sua permanenza in nosocomio, ha subito chiesto dei figli, un bimbio di 11 anni che viveva con papà e mamma e che non si sarebbe accorto di nulla. Oltre a Valentina, la figlia 24enne che vive con il fidanzato e che ora segue il fratello.

Una ventina di minuti l’udienza vera e propria, caratterizzata da molti «non ricordo». Ora il 49enne resta piantonato all'ospedale di Montebelluna. Quando sarà dimesso, andrà in prigione.

Il gip Donà, infatti, ha convalidato l'arresto disponendo la custodia cautelare in carcere. Verrà difeso dagli avvocati Stefano Bof e Giuseppe Basso, che presenteranno nel giro di una decina di giorni un'istanza al Tribunale del Riesame.

La difesa ha richiesto la custodia in un luogo di cura, richiesta rigettata dal pm Giovanni Valmassoi, che nel frattempo ha firmato il nulla osta alla sepoltura di Cristina Prior. Probabilmente i funerali si svolgeranno venerdì.

 

In foto: il gip Umberto Donà ieri all'ospedale di Montebelluna (Foto Balanza)

 

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