12 novembre 2019

Cronaca

Italia risarcirà vittime Bolzaneto: 45mila euro a testa

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Il governo italiano verserà 45mila euro di risarcimento a testa a sei vittime dei pestaggi nella caserma di Bolzaneto fra il 21 e il 22 luglio 2001 ai margini del G8 di Genova. Lo ha reso noto a Strasburgo la Corte Europea dei diritti dell'uomo, che ha annunciato la chiusura del caso dopo "aver preso atto della risoluzione amichevole fra le parti".

Il governo italiano, si legge, "ha riconosciuto" i maltrattamenti avvenuti nella caserma di Bolzaneto e "l'assenza di disposizioni normative adeguate". Il governo "si è impegnato ad adottare tutte le misure necessarie per garantire in futuro il rispetto delle esigenze dell'articolo 3 della Convenzione, che implicano l'obbligo di condurre una inchiesta effettiva e di prevedere disposizioni penali per punire i maltrattamenti e gli atti di tortura. Si è anche impegnato a mettere in opera delle formazioni specifiche nell'ambito del rispetto dei diritti dell'uomo destinati a membri delle forze dell'ordine". Infine il governo italiano si impegna al versamento di 45mila euro per il risarcimento dei danni materiali e morali oltre che delle spese.

LA MADRE DI CARLO GIULIANI - "Il giorno in cui l'Italia arriverà a riconoscere che, oltre alla 'Diaz' e a Bolzaneto, ha compiuto violenze contro liberi cittadini sia italiani che stranieri anche nelle strade e nelle piazze, sarà finalmente un vero atto di giustizia. Se poi riuscisse persino a concedere un processo a Carlo Giuliani, che non lo ha mai avuto per l'archiviazione decisa da un giudice, allora sarebbe davvero una rivoluzione per la giustizia". E' quanto afferma all'AdnKronos Haidi Giuliani, la madre di Carlo Giuliani, giovane vittima delle violenze durante il G8 del 2001 a Genova, commentando il patteggiamento da parte dell'Italia per le violenze nella caserma di Bolzaneto.

"Mio figlio - ricorda Haidi Giuliani - era giunto in via Tolemaide dopo aver assistito a precedenti violenze di piazza contro cittadini inermi, per lo più giovani e assolutamente pacifici. Ma tutto questo non fece scalpore, come al contrario quanto accadde alla 'Diaz' e a Bolzaneto grazie alla stampa, alla tv e al cinema. Ma è triste dover dipendere da un reportage giornalistico o da un film-inchiesta per ottenere giustizia. Se poi fossimo un Paese civile - conclude la madre di Carlo Giuliani - avremmo già una legge sulla tortura".

AGNOLETTO - "Con la decisione di oggi il governo ha ammesso che ci sono state delle violenze da parte delle forze dell'ordine a Bolzaneto. Ma questa è ormai una verità acclarata ed è verità storica in diverse sentenze sia italiane che della Corte Europea. E' un'ammissione che giunge tardi, troppo tardi" commenta all'Adnkronos Vittorio Agnoletto, ex portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8 di Genova 2001.

Per Agnoletto quella del governo è "un'ammissione peraltro scontata". "Manca ancora - sottolinea - l'ammissione delle proprie responsabilità da parte dei vertici delle forze dell'ordine". "E' comprensibile che sei persone su 65 dopo 16 anni di attesa decidano di arrivare ad un accordo transattivo. Sul piano umano è comprensibile - conclude - Questo però significa che le altre 59 persone proseguono nel processo per arrivare ad un'ennesima condanna, davanti alla Corte Europea, dell'Italia".

 

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