14 novembre 2019

Treviso

Crisi nera per gli allevatori trevigiani: prezzi della carne di maiale in caduta, aumentano i costi di produzione

Isabella Loschi | commenti |

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TREVISO - “Dopo un anno e mezzo positivo, da settembre 2018 è ricominciata la discesa del mercato dei suini”. Un momento negativo per centinai di allevamenti trevigiano e i circa 8.400 allevamenti veneti. L’Ava, associazione veneta allevatori che ha fuso le associazioni delle province di Padova e Treviso, ha aggregato oltre 70 aziende di grandi dimensioni, di cui 40 in provincia di Treviso, per accrescere la competitività sul mercato.

L’aggregazione si sta rivelando, infatti, una scommessa vincente, ma non basta. “Oggi – spiega Rudy Milani, presidente della sezione Allevamenti suinicoli di Confagricoltura Veneto - la carne suina ci viene pagata a 1,13 euro al chilo, contro 1,35 euro di costi di produzione. Stiamo lavorando in perdita”.

“La produzione di prosciutti dop è aumentata in maniera abnorme e, di conseguenza, molto prodotto resta invenduto. Anche il mercato dell’export è in sofferenza: nonostante la Cina stia abbattendo molti capi a causa dell’influenza suina, non sta importando nulla dall’Italia. Paradossalmente sono salite le importazioni di carne suina, un dato che deve farci riflettere: se costa meno importare la carne che produrla, vuol dire che all’estero i costi di produzione sono molto più bassi”.

Secondo Milani la politica deve intervenire urgentemente: “Una delle azioni utili che si possono fare subito è di attuare un contingentamento nella produzione dei prosciutti dop, comprendendo coppa, salame, speck e altri insaccati. Chiediamo che il sottosegretario per le politiche agricole alimentari Franco Manzato si faccia portavoce delle nostre istanze a Roma, affinché si trovi una soluzione in tempi rapidi”.

 



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Isabella Loschi

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