21 settembre 2019

Nord-Est

Paziente cade dalla barella, sbatte la testa e muore, indagati per omicidio i due operatori dell'ambulanza

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Si trattava di superare un ostacolo di appena tre gradini, ma a un operatore dell’ambulanza la sedia a rotelle sarebbe sfuggita di mano: l’anziana paziente è rovinata per terra battendo violentemente il capo e cinque giorni dopo è deceduta. La Procura di Venezia, per il tramite del Pubblico Ministero, dott. Raffaele Incardona, ha aperto un procedimento penale per omicidio colposo per la morte di A. G., 78 anni, residente a Tessera, iscrivendo nel registro degli indagati i due soccorritori in servizio sull’autolettiga.

 

L’incidente è accaduto la mattina del 7 marzo. La donna, che viveva con il figlio e la nipote, avvertiva un forte dolore al fianco e all’intestino: già la sera precedente era stata interpellata la guardia medica ma, persistendo le algie, è stato richiesto l’intervento dell’ambulanza per trasportarla all’ospedale. Dopo averne sommariamente verificato le condizioni, i due operatori della Croce Verde inviati sul posto dalla centrale operativa si sono quindi apprestati al trasporto: uno dei due è tornato al mezzo di soccorso, che non era parcheggiato sotto casa ma in un posteggio vicino, per prendere la barella e caricare l’anziana sul mezzo; il collega nel frattempo si è occupato di farla uscire in strada.

 

Nonostante la paziente pesasse 120 kg, e la nipote gli avesse detto che poteva ben utilizzare la pedana di cui si servivano abitualmente, l’addetto avrebbe deciso di far scendere la carrozzina per i gradini, tre di numero, che collegano il piano rialzato dove si trova l’appartamento al piano terra. Ma qualcosa è andato storto, la sedia a rotelle gli sarebbe sfuggita e la signora è caduta di testa, picchiando il capo contro lo spigolo dell’ultimo gradino e perdendo i sensi. Il tutto sotto gli occhi atterriti, oltre che della nipote e del figlio, di un’altra donna che scendeva in quel momento le scale della palazzina.

 

Trasportata di corsa e a sirene spiegate all’ospedale dell’Angelo, A. G. è stata ricoverata nel reparto di Medicina: nella caduta avrebbe riportato un’emorragia cerebrale oltre che una lesione a una vertebra. Sta di fatto che il 12 marzo il suo cuore, che non le aveva mai dato problemi, ha cessato di battere: decesso per arresto circolatorio, recita il certificato di morte

 

 Sconvolti per il tragico epilogo e per il modo in cui ci si è arrivati, i familiari hanno deciso di presentare un esposto ai carabinieri chiedendo all’autorità giudiziaria di chiarire le cause del decesso, se cioè sia legato a precedenti patologie di carattere intestinale dell’anziana o se, come temono i suoi congiunti, sia stato determinato dal trauma cranico riportato nella rovinosa caduta, perseguendo gli eventuali responsabili. Il figlio che viveva con la vittima, in particolare, attraverso la consulente personale Daniela Vivian, per ottenere verità e giustizia si è affidato a Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nella tutela dei diritti dei cittadini e nel risarcimento danni. Alla luce della querela, la Procura di Venezia ha aperto un fascicolo indagando, per il reato di omicidio colposo, i due componenti l’equipaggio dell’ambulanza, L. V., 69 anni, di Quarto d’Altino, e N. R., 27 anni, di Mestre, anche come atto dovuto per consentire loro di nominare eventuali consulenti di parte.

 

Il dott. Incardona, titolare del procedimento, infatti, ha anche disposto l’esame autoptico per stabilire le cause della morte di A. G. scegliendo come proprio consulente medico legale il dott. Claudio Terranova.

 

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