09 dicembre 2019

Castelfranco

Castelfranco scende in piazza per il popolo curdo, “Solidarietà alle donne di Rojava che dovranno combattere ancora"

Tante le associazioni che ieri hanno manifestato in centro

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Castelfranco scende in piazza per il popolo curdo, “Solidarietà alle donne di Rojava che dovranno combattere ancora

CASTELFRANCO - Sit-in di protesta davanti alla torre dell’orologio in centro a Castelfranco, contro l’attacco armato al popolo curdo sabato pomeriggio. L’iniziativa ha visto l’iniziativa di tanti cittadini ma anche di associazioni, tra le quali: l’Anpi, Cittadini e cittadine per la pace, il Pd locale e Non Una Di Meno di Castelfranco Veneto.

 

“Grazie alle cittadine e ai cittadini che hanno manifestato oggi a Castelfranco per il popolo curdo, contro la violenza e la ferocia di Erdogan – hanno affermato i rappresentanti del Pd. Grazie alle persone del Circolo PD di Castelfranco e della Federazione PD di Treviso che hanno partecipato!”.

 

“Solidarietà soprattutto alle donne di Rojava che dovranno combattere ancora per difendere i diritti per cui hanno lottato e di cui riportiamo questa frase – hanno affermato le partecipanti di Non Una Di Meno ricordando poi una frase significativa delle combattenti curde -. Non siamo soltanto donne che combattono l’ISIS. Noi lottiamo per cambiare la mentalità della società e mostrare al mondo di cosa siano capaci le donne”.

 

Mentre, Cittadini e cittadine per la pace hanno ribadito lo slogan: “Ancora una volta contro la guerra e la vendita delle armi”.

 

L’Anpi ha quindi divulgato una nota: “Viviamo con angoscia queste ore nelle quali si sta minacciosamente aggravando la situazione al confine tra Turchia e Siria, una regione già funestata da una guerra cruenta di molti anni che ha prodotto innumerevoli vittime, soprattutto tra i civili… - queste le richieste formulate -. Chiediamo che si avvii immediatamente una forte e decisa azione diplomatica perché: cessino immediatamente le ostilità e si fermino le manovre di invasione del territorio curdo; si dia mandato senza esitazioni a una delegazione internazionale che garantisca in loco la fine delle ostilità, il rispetto dei confini, il diritto internazionale; si provveda all'invio di soccorsi per eventuali feriti; si apra una sessione di discussione dedicata, tanto nel Parlamento europeo quanto in quello italiano; si chieda che il caso sia messo con urgenza all'ordine del giorno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.

 



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