12 dicembre 2019

Lavoro

Monitor dei distretti industriali triveneti al 30 giugno 2019

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Monitor dei distretti industriali triveneti al 30 giugno 2019

E’ stato pubblicato il Monitor dei distretti industriali del Triveneto a fine giugno 2019, curato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo. Nel secondo trimestre 2019 i distretti del Triveneto hanno dato segnali di ripresa delle esportazioni, che hanno superato gli 8,6 miliardi di euro, con un aumento dell’1,3%, invertendo il segno negativo osservato nei primi tre mesi dell’anno.

 

Le esportazioni dei distretti monitorati da Intesa Sanpaolo rappresentano il 39% del totale delle esportazioni totali dell’agricoltura e dell’industria manifatturiera del Triveneto che nello stesso periodo, al netto della cantieristica, hanno registrato un aumento di poco superiore pari al +2,5%. Su base semestrale, si è registrato un lieve aumento delle esportazioni sullo stesso periodo dell’anno precedente (+0,3%), nonostante il rallentamento dell’economia tedesca che rappresenta il primo mercato di sbocco per le imprese distrettuali del Triveneto. I distretti del Trentino AA sono quelli che nel secondo trimestre 2019 si sono maggiormente avvicinati al tasso di crescita nazionale (+2,9% vs 3% nazionale), seguiti da quelli veneti (+1,1%) e da quelli del Friuli VG pressoché stabili (+0,4%). Tra i settori trainanti l’agroalimentare (+2,7%), la moda (+2,0%) e la metalmeccanica (+1,9%), mentre restano in territorio negativo le esportazioni dei distretti del sistema casa (-1,4%). In un contesto di generale peggioramento del commercio internazionale provocato dalle tensioni create dalla guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, i distretti del Triveneto sono riusciti a trarre vantaggio nei paesi avanzati lontani crescendo sul mercato statunitense del 13% e in Canada del 9%, beneficiando degli accordi di libero scambio con la UE. In frenata invece le esportazioni verso i paesi emergenti lontani (-1,8% soprattutto Cina e Messico) e vicini (-4,2%), oltre a Turchia, Polonia e Russia.

 

“Con circa 115 mila pmi clienti e circa 100 filiere che impiegano 1.230 fornitori per un volume d’affari complessivo di 7,4 miliardi di euro, la nostra direzione regionale affianca ogni giorno lo sviluppo e la crescita del Triveneto in Italia e nel mondo. - ha dichiarato Renzo Simonato, direttore regionale Veneto, Friuli VG e Trentino AA – Intesa Sanpaolo sta facendo la propria parte per promuovere l’internazionalizzazione, anche attraverso la recente missione in Cina a cui hanno partecipato diverse aziende trivenete dell’agribusiness, la crescita dimensionale e lo sviluppo delle imprese anche attraverso l’ingresso in Elite che ha visto coinvolte 15 aziende del nostro territorio e al nostro programma di basket bond, a cui hanno già aderito le prime tre aziende trivenete per un’emissione obbligazionaria pari a 16 milioni di euro. Oltre alla consulenza, non facciamo mancare il credito, nei primi nove mesi infatti abbiamo erogato circa 4,7 miliardi a medio e lungo termine a famiglie e imprese del Nordest.”

 

Brillante crescita per Occhialeria di Belluno: bene anche Macchine agricole di Padova e Vicenza

In Veneto i distretti hanno superato nel secondo trimestre 2019 i 6,9 miliardi di euro di esportazioni trainati dall’Occhialeria di Belluno che ha segnato un brillante incremento (+11,3%), grazie agli aumenti negli Stati Uniti e in Germania. E’ il primo distretto del Triveneto ad apparire nella classifica dei primi 10 distretti italiani per crescita più elevata dell’export nel secondo trimestre 2019 (al 5° posto), seguito dalle Macchine agricole di Padova e Vicenza (al 9° posto), anche queste ultime con crescita a doppia cifra (+15,2%). I distretti del sistema moda, che hanno avuto una spinta allo sviluppo proprio grazie agli scambi con l’estero, manifestano una necessità crescente di inserimento in azienda sia di nuove maestranze giovanili in grado di apportare le competenze tecnologiche più avanzate, sia di operai con competenze manuali e artigianali: sul territorio stanno nascendo varie esperienze di formazione interne alle aziende e in collaborazioni con istituti tecnici e di formazione professionale e specialistica. Tra gli altri distretti della moda con maggiore crescita oltre, alla buona evoluzione dell’Oreficeria di Vicenza (+4,6%) sostenuta dalla ripresa del mercato statunitense, che ha sostenuto anche la crescita della Calzatura sportiva e sportsystem di Montebelluna (+3%), si è registrata una lieve ripresa del Tessile di Schio-Valdagno e Thiene (+1,3%) grazie alla filiera della maglieria e soprattutto all’abbigliamento. La Concia di Arzignano e rimasta stabile sui valori trimestrali registrati nel 2018, mentre i rimanenti distretti hanno subito un calo, che è stato meno forte per la Calzatura veronese (-1,3%) e più significativo per la Calzatura del Brenta (-6,9%) calata in modo pronunciato nel mercato svizzero, che sta perdendo la posizione di hub del lusso per l’abbandono progressivo dei grandi marchi della moda. Nell’agroalimentare un buon aumento delle esportazioni si è verificato per i Vini del veronese (+8,3%) i Dolci e pasta veronesi (+34,3%) e le Carni di Verona (1,6%). Positivi gli incrementi anche per la Termomeccanica di Padova (+5,3%), la Meccanica strumentale di Vicenza (+1,1%) e le Materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova (+1,3%). Per la prima volta dopo una serie ininterrotta di 39 trimestri con segno positivo, il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene ha registrato un calo del -4,9% nel secondo trimestre 2019 (pari a -9, 3 milioni di euro) quasi interamente attribuibile ad una riduzione delle vendite nel Regno Unito e in Germania, nonostante Canada, Francia e Stati Uniti abbiano continuato a crescere.

 

Effetti frenata economia tedesca solo su alcuni dei distretti veneti

Il rallentamento dell’economia tedesca non ha impedito a 12 distretti dei 26 veneti di crescere nelle esportazioni verso questo mercato di sbocco di primaria importanza, con un incremento finale nel secondo trimestre 2019 del 2,1 %. Tra i distretti migliori tre sono specializzati in beni di consumo (Occhialeria di Belluno, Vini del veronese e Legno e arredo di Treviso), seguiti da due distretti legati alla meccanica (Termomeccanica di Padova e Meccanica strumentale di Vicenza). Tra i distretti invece che hanno ridotto le esportazioni verso la Germania, solo alcuni possono essere stati condizionati dalle difficoltà incontrate dalla filiera del valore del settore automotive tedesco: si tratta della Concia di Arzignano e delle Materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova.

 

Meccatronica dell’Alto Adige, Mele del Trentino e Legno e arredo dell’Alto Adige con maggiore accelerazione

Nel secondo trimestre 2019 i distretti del Trentino AA hanno accelerato il passo di crescita (+2,9%), toccando 1,2 miliardi di euro di esportazioni, grazie a soprattutto al balzo della Meccatronica dell’Alto Adige (+7%), delle Mele del Trentino (+169,2%) e del Legno Arredo dell’Alto Adige (12,2%). Nell’agroalimentare, oltre all’ottimo risultato delle Mele del Trentino, che sono meno inserite nei mercati esteri rispetto all’Alto Adige, rilevante è stato l’aumento a doppia cifra (+10,4%) dei Vini e distillati di Bolzano. Per quanto riguarda le esportazioni distrettuali verso la Germania, primo mercato di sbocco con peso del 26% sul totale, sono calate complessivamente del 2,6%. Tuttavia 4 distretti su 10 sono cresciuti: è questo il caso della Meccatronica dell’Alto Adige e dei Vini e distillati di Bolzano. Al contrario le Mele dell’Alto Adige sono quelle che hanno maggiormente risentito del calo della domanda del mercato tedesco (-33,2%), anche come conseguenza della sovraproduzione europea dello scorso anno che ha provocato tensione sui prezzi e l’aumento della pressione competitiva.

 

Legno e Arredo di Pordenone Caffè di Trieste e Vini e distillati del Friuli sostengono la crescita

Per i distretti monitorati del Friuli VG le esportazioni per complessivi 571 milioni di euro, sono rimaste stabili nel secondo trimestre del 2019 sui valori dell’anno precedente (+0,4%). Tra i distretti della casa spicca da un lato il Legno e arredo di Pordenone (+10,3%) e, dall’altro, emerge il calo significativo di Sedie e tavoli di Manzano (-12,6%) causato da una diminuzione di vendite in Russia e nel Regno Unito. In territorio negativo anche gli Elettrodomestici di Pordenone (-7,3%) per un calo rilevante delle esportazioni in Cina, Regno Unito e Russia. Infine il Prosciutto di San Daniele (-16,3%), le cui vendite si mantengono orientate prevalentemente sul mercato interno, ha risentito sui mercati esteri delle difficoltà incontrate da alcuni dei maggiori produttori.

 

Biomedicale di Padova il migliore tra i poli tecnologici

Tra i poli tecnologici del Triveneto, due su tre hanno realizzato un aumento dell’export. Il Biomedicale di Padova ha continuato ad aumentare la propria presenza sui mercati esteri (+10,8%) e in particolare negli Stati Uniti e Francia, realizzando l’incremento più alto in valore tra i poli biomedicali italiani (+19,3 milioni di euro). Buono anche la crescita dell’export per il polo ICT di Trieste (+7,1%) grazie alla crescita nei Paesi Bassi che ha più che compensato la diminuzione in Francia. Infine il polo dell’ICT veneto ha segnato una variazione negativa del 4,9%, con maggiori cali verso Arabia Saudita, Germania e Turchia.

 

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