12 dicembre 2019

Conegliano

Terribile episodio a Vazzola: il meticcio Rocky ammazzato di botte da un cacciatore

E' stato massacrato a morte a pedate e con il calcio del fucile

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Terribile episodio a Vazzola: il meticcio Rocky ammazzato di botte da un cacciatore

Una foto di Rocky

 

VAZZOLA - Terribile episodio di violenza sugli animali nelle campagne di Vazzola, lo scorso 27 ottobre. A riportarlo è l’Enpa Treviso. La padrona di Rocky, piccolo meticcio, ha udito il guaito del suo cane, e si è precipitata subito all’esterno della propria abitazione. Ed ecco il la brutta sorpresa: ha visto un uomo, che vestiva gli abiti classici del cacciatore, mentre colpiva ripetutamente e con veemenza il piccolo Rocky, con il calcio del fucile e con delle pedate.

 

La donna, terrorizzata, ha implorato il cacciatore di fermarsi, ma senza alcun esito. Lei ha quindi preso il cellulare ed è riuscita a scattare un paio di foto, dicendogli che avrebbe chiamato i Carabinieri. E così ha fatto. Il cacciatore, invece, si è allontanato dalla proprietà lungo la stradina.  Dopo pochi minuti i militari sono arrivati sul posto.

 

Rocky, invece, è stato portato subito all’Ospedale Veterinario che ha emesso un referto poco rassicurante: “paziente in stato di shok, tachicardia, vistosa lacerazione di cinque cm. della cute sulla groppa con abbondante perdita di sangue, enorme tumefazione sul lato destro dell’addome”. Il piccolo paziente, in prognosi riservata, è stato sottoposto alla terapia del caso.

 

 

La successiva radiografia ha confermato la diagnosi e rilevato anche un vistoso pneumoderma. Il rischio di peritonite e le lesioni agli organi interni consigliavano l’intervento chirurgico: purtroppo però non si è potuto procedere, perché Rocky è deceduto il pomeriggio del giorno dopo, per i terribili traumi subiti. Il cacciatore è stato denunciato e – grazie alle foto scattate - pare che sia stato anche identificato.

 

Il reato contestato è di maltrattamento ma, poiché quando è stata presentata Rocky era ancora in vita, ora si aggiungerà al reato precedente l’aggravante dell’uccisione dell’animale.  La pena prevista per il reato di maltrattamento è la reclusione da 3 a 18 mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro mentre, se da tale azione deriva la morte dell’animale, la pena è aumentata della metà.  

 

L’Enpa, contattata dalla famiglia, si è resa subito disponibile nel prestare tutto il necessario supporto legale.

 

“Un evento di tale ferocia ed efferatezza deve essere punito con il massimo della pena e con una condanna esemplare che serva da monito nei confronti di tutti quei malintenzionati che sfogano le loro ire e frustrazioni su poveri animali indifesi. L’associazione annuncia che si costituirà parte civile – fa sapere l’Enpa -. Sono ormai troppo numerosi i fatti di cronaca che vedono coinvolti animali, specie cani e gatti, violenze di ogni tipo, dati alle fiamme, bastonati, sparati, avvelenati e altro. Basta, fermiamioli, la legge c’è e chiediamo con forza che venga applicata al massimo della pena”.

 

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