10 dicembre 2019

Nord-Est

Docente alla classe: ''I gay vanno curati''

Studenti Veneto: ''Da curare è l'omofobia''

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Docente alla classe: ''I gay vanno curati''

VENEZIA - "L'unica cosa da curare è l'omofobia". Lo sottolinea la Rete degli Studenti Medi Venezia-Mestre rispondendo alle affermazioni di un professore di religione del liceo Foscarini di Venezia che, durante una discussione sollecitata dagli studenti sul tema dell'omosessualità, ha risposto ai ragazzi che gay non si nasce, ma lo si diventa facendo una scelta precisa e quindi chi si trova in queste condizioni, dovrebbe farsi curare.

"Ci sentiamo davvero delusi e fortemente indignati dalle parole di questo professore - dice Alberto Irone, coordinatore della Rete degli Studenti Medi del Veneto - che, oltre ad essere insensate, trasudano un odio e un sentimento discriminatorio rispetto alle persone omosessuali, e possono essere molto pericolose in quanto dette davanti a ragazzi in pieno sviluppo della propria sessualita' che possono sentirsi quindi discriminati da queste parole".

"Abbiamo assistito infatti - continua - in questi ultimi periodi a suicidi in tutto il mondo da parte di ragazzi giovanissimi, perché soffocati dalle discriminazioni e dal clima d'odio che respiravano all'interno delle proprie scuole".

Alle parole del coordinatore regionale, si affiancano le dichiarazioni dei ragazzi della Rete degli Studenti Medi Venezia-Mestre, Stefano Marri e Ida Schwenk che sottolineano come "l'omosessualità non è una malattia da curare, non è una perversione ma solamente un'aspetto della sessualità umana che non ha nulla di contronatura. Da curare è invece l'omofobia che purtroppo è ancora presente in questo Paese e che spesso sfocia in violenza".

"Da sempre ci opponiamo a qualsiasi tipo di discriminazione, di orientamento sessuale, di genere, di nazionalità, di religione, schieramento politico".

Anche il Liceo Foscarini appoggia la scelta degli studenti. Un istituto che, a Venezia, è "un luogo di formazione alla democrazia, al riconoscimento delle differenze, al pluralismo e questo vuole continuare ad essere" sottolinea il rettore dell'istituto, Rocco Fiano. Che in una nota definisce "parole decisamente infelici" e "inaccettabili" quelle utilizzate dal docente di religione, finito al centro della polemica.

(Adnkronos)

 

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