21 agosto 2019

Montebelluna

NICOLE, MISTERO SUL BATTERIO CHE LA UCCISE

Secondo la perizia del Tribunale i due pediatri indagati potrebbero essere stati negligenti

Matteo Ceron | commenti |

Montebelluna – Un’alterazione provocata da un’«infezione batterica di origine sconosciuta». Questo il responso della relazione del perito nominato dal pubblico ministero Giovanni Valmassoi per far luce sul caso della piccola Nicole Saviane, la bambina di due anni e mezzo di Biadene morta per cause poco chiare il 20 giugno dello scorso anno. Quindi in definitiva rimane un mistero la causa esatta del decesso. Anche se con il lavoro svolto dal perito si complica la situazione per i due medici indagati per omicidio colposo, uno il pediatra che seguiva regolarmente la piccola, l’altro il medico dell’ospedale di Montebelluna che l’aveva visitata all’arrivo al pronto soccorso e che l’aveva rimandata a casa poco dopo. Secondo il consulente nominato dal Tribunale, i due pediatri accusati avrebbero omesso di valutare il quadro sintomatologico caratterizzato da «chiazze violacee alle gambe, febbre, vomito». Sintomi che avrebbero palesato uno stato di infezione. La mancata diagnosi avrebbe quindi ridotto le possibilità di curare con esito positivo la piccola. Il perito comunque non stabilisce un nesso diretto tra la mancata puntualità della diagnosi e la morte della bambina. In altre parole non si può dire con certezza che sarebbe stata salvata se la diagnosi fosse arrivata in tempo. Il ritardo di quasi 15 ore dai primi sintomi al ricovero all’ospedale di Montebelluna non viene messo in stretta relazione con il decesso.

 



foto dell'autore

Matteo Ceron

Leggi altre notizie di Montebelluna

Commenta questo articolo


Leggi altre notizie di Montebelluna
vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×