21 agosto 2019

Castelfranco

EX FRAM, NUOVO RICORSO AL TAR

Una schiera di quaranta cittadini decisa a bloccare il progetto

Matteo Ceron | commenti |

Castelfranco - Ex Fram, nuovo ricorso al Tar. Nuovo ricorso, nuove contestazioni. L’azione legale attacca altri aspetti del piano di iniziativa pubblica nato tra le polemiche. A presentarlo, l’8 aprile scorso, una folta schiera di cittadini decisi ad arrivare fino all’ultimo e pronti a sborsare di tasca propria i denari necessari a portare a compimento la battaglia giudiziaria atta a bloccare il mastodontico intervento edilizio che dovrebbe portare nella zona di borgo Treviso oltre un migliaio di nuovi residenti.

I firmatari sono quaranta. Buona parte sono gli stessi del ricorso presentato al Tribunale Amministrativo Regionale l’anno scorso, per il quale non era stata concessa la sospensiva e la sentenza definita non è ancora arrivata. Per quanto riguarda invece il ricorso appena presentato la concessione della sospensiva, e quindi il blocco dei lavori, potrebbe arrivare già a maggio prossimo. Tra i promotori c’è anche il Comitato Ambiente, nato proprio per contestare il progetto.

Quali le ragioni dei ricorrenti? Sono vari gli aspetti che vengono considerati illegittimi: il calcolo dei metri cubi edificabili sarebbe stato effettuato includendo anche un’area che era destinata a verde pubblico; complessivamente il verde pubblico sarebbe di circa 12 mila metri inferiore rispetto a quanto dichiarato dagli uffici comunali; troppi pochi i metri quadrati per ogni abitante destinati a parcheggi. Questi i principali ingredienti del ricorso.

Il terreno destinato a verde (6 mila metri quadrati) e incluso nel calcolo secondo i ricorrenti illegittimamente si trova all’estremità più a nord dell’area, a ridosso di via Francia. «Secondo il Prg quei 6 mila mq dovevano essere 4 mila di verde pubblico e 2 mila di parcheggi di quartiere. – dice Alberto Freschi, portavoce dei cittadini che hanno presentato il ricorso –. Invece il Comune li ha venduti alla Veneta Abbigliamento, e sono stati conteggiati nel piano, producendo 12 mila metri cubi edificabili in più. Avrebbero dovuto fare una variante al Prg per farlo». Una variante che appunto non esiste.

Venendo alla questione parcheggi: «Hanno previsto 3,5 mq di parcheggio per abitante, ma c’è una legge regionale che ne prevede 5 – dice Roberto Calsamiglia, altro ricorrente -. Anzi, quei 5 andrebbero aggiunti ai 3,5. Inoltre nella relazione scrivono che i posti all’aperto sono tutti per il pubblico, perché i privati parcheggiano sotto le torri. Ma lì c’è spazio al massimo per 30 posti, mentre le unità abitative saranno come minimo 60». Si sono affidati ad un urbanista per verificare se lo spazio “verde” effettivamente presente nel progetto corrisponde a quanto dichiarato nella relazione prodotta dal Comune. «Parlano di 35 mila mq di verde e 10 mila di parcheggi, mentre nel piano ce ne sono solo 27 mila e 7 mila”, conclude Freschi.

Ora l’intenzione del Comitato Ambiente è di partire con una nuova campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi per portare avanti il ricorso.

 



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Matteo Ceron

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