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20 maggio 2019

Vittorio Veneto

VITTORIO VENETO DECLASSATA: UN DOSSIER SUL SMFR

Stazioni ferroviarie in abbandono e declassamento della llinea cittadina: l'associazione Agorà si attiva

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Vittorio Veneto. L'associazione Agorà sta realizzando un dossier sulle stazioni ferroviarie di Vittorio Veneto in stato di abbandono e sulla vicenda SFMR (sistema ferroviario metropolitano regionale) meglio conosciuta come Metropolitana di superficie.
L'opuscolo di 16 pagine sarà distribuito giovedì 29 maggio in occasione dell'Assemblea Cittadina che si svolgerà presso il Patronato Costantini di Ceneda.
Il dossier evidenzia come la tratta ferroviaria Conegliano-Vittorio Veneto-Belluno abbia subito un declassamento dalla terza fase prevista nella progettazione del SFMR del 2005 passando nel 2007 alla quarta fase di cui non si prospettano neppure i tempi di realizzazione.
Declassata anche la stazione ferroviaria che è diventata stazione impresenziata, cioè sprovvista di personale ferroviario.  Questa nuova classificazione assolve la società Trenitalia da alcuni obblighi che si trasformano in disservizi per i cittadini.
Secondo il Decreto del Presidente della Repubblica del 24 luglio 1996, n° 503 le stazioni impresenziate sono esenti dall'obbligo di eliminazione delle barriere architettoniche previste dal decreto stesso.
L'eliminazione del personale consente inoltre alla società ferroviaria di essere esente dall'applicazione delle norme generali per l'igiene del lavoro che obbligano il mantenimento in funzione dei servizi igienici come da decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n° 303.
Su questo aspetto però si apre una nuova questione che va posta alle autorità competenti; un qualsiasi bar o esercizio pubblico ha l'obbligo di avere a disposizione dei clienti i servizi igienici che devono essere realizzati ottemperando a precise norme previste dalla legge. Anche le stazioni ferroviarie sono un pubblico esercizio: perchè allora le stazioni non hanno gli stessi obblighi dei cittadini che esercitano un'attività commerciale aperta al pubblico? Di questo sarà necessario chiedere delucidazioni agli organi competenti come USL, Spisal o Nas.
Un responsabile di Trenitalia ha già dichiarato che i bagni aperti al pubblico non sono obbligatori per le stazioni con mento di 500 passeggeri al giorno. Questo significa che se una stazione ha 550 passeggeri giornalieri a Trenitalia conviene togliere corse per risparmiare su pulizie e manutenzioni.
Ma Trenitalia deve solo fare profitti per il proprio azionista (unico che è lo Stato) o deve invece fornire servizi per i cittadini, che sono lo Stato e quindi sono l'azionista unico di Trenitalia?
Di tutto questo si parlerà giovedì 29 maggio.
All'assemblea sono stati invitati i sindaci di Vittorio Veneto, Colle Umberto, Fregona, Cappella Maggiore, Sarmede, Revine Lago, Tarzo, Cison di Valmarino, Follina, Miane e San Vendemiano.
Sono stati invitati inoltre Consiglieri della provincia di Treviso e della Regione Veneto, rappresentanti delle Comunità Montane delle Prealpi Trevigiane e dell'Alpago.

 

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