10 dicembre 2019

Montebelluna

NUOVI IMPIANTI SPORTIVI A BARCON DI VEDELAGO

In due anni i primi impianti a norma della frazione. Poi si penserà a Cavasagra

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Vedelago. La frazione di Barcon avrà finalmente degli impianti sportivi.

Il Comune di Vedelago sta trattando con un'azienda, proprietaria di un fondo a Barcon, per la cessione dell’area su cui dovrebbe sorgere  l'impianto sportivo, attraverso un accordo di pianificazione. A questo punto avverrà la cessione in diritto di superficie dell’area al privato, che dovrà presentare un progetto in base al  quale il Comune darà un contributo in conto capitale. La costruzione degli impianti sarà realizzata con il coinvolgimento del proprietario stesso e di sponsor privati. L'opera dovrebbe essere terminata entro due anni.

"La nuova filosofia che sottende a questo intervento - spiega il sindaco Paolo Quaggiotto - è in primis l’istituto della perequazione e, inoltre, il necessario coinvolgimento di sponsor privati che consentiranno la realizzazione dell’opera. Resta una considerazione matematica e cioè che non si può rinunciare alla presenza del volontariato. Questo vale per tutte le fasce d’età e per le varie tipologie di volontariato, dal sociale allo sportivo, dal culturale al musicale. Non far di tutto per garantire degli spazi adeguati a queste realtà sarebbe una mancanza da irresponsabili”.

I nuovi impianti sportivi verranno ceduti in convenzione al Gruppo Sportivo Barcon e in seguito sarà predisposto un piano per il coinvolgimento delle realtà associative di tutto il Comune che hanno bisogno di spazi.

Il GS Barcon partecipa al campionato nazionale di serie B di calcio femminile e ha squadre anche nelle categorie primavera e pulcini. Fino ad oggi le atlete del Gruppo sportivo Barcon si sono allenate nelle strutture di proprietà della parrocchia, che non sono però a norma.

“L’amministrazione si impegnerà a valutare anche la realtà di Cavasagra  – annuncia Quaggiotto – E’ noto che intervenire nelle aree giovanili, specie in quelle dove è latente il disagio, per dar vita a proposte che li coinvolgono facendo leva sulla loro autostima serve a recuperare proprio i soggetti più a rischio. E’ una responsabilità dalla quale gli amministratori di un territorio non possono sottrarsi”.

 

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