20 settembre 2019

Treviso

Non dalla Guerra e Rete Progetto Pace per la Giordania: «Garantito un percorso scolastico a 580 rifugiati siriani»

A Roncade, successo per la cena di raccolta fondi

Davide Bellacicco | commenti |

caamano

RONCADE- Il conflitto siriano è a un punto di svolta: l’accerchiamento delle esigue forze del Califfato e la riconquista dei territori da parte delle truppe governative di Assad e delle milizie ribelli curde indurrebbe a considerare superata la fase maggiormente critica, sebbene il ritiro statunitense già in fase di attuazione, unito al risiko internazionale di alleanze di potenze regionali e non solo a supporto delle fazioni in campo, desti preoccupazione negli osservatori circa gli imprevedibili sviluppi della crisi.



Al-Mafraq è il capoluogo di un governatorato giordano e dista circa 30 km dal confine con la Siria. Molti sono i rifugiati sfollati dalle zone di guerra che hanno trovato accoglienza in questo territorio. In tutta la Giordania superano il milione, facendo dello stato arabo, pur nelle non trascurabili criticità, il secondo Paese al mondo per accoglienza in rapporto alla popolazione.



«Quattro anni fa, dall'esperienza di Rete Progetto Pace», organizzazione nata da due studenti dell’Istituto Besta di Treviso al tempo del conflitto balcanico, «è nata l'idea di un primo viaggio ricognitivo in Giordania per valutare la situazione e capire come poter dare una mano». A raccontarlo, la Vicepresidente Gabriella Caamano, in occasione di una cena di raccolta fondi dell’associazione tenutasi giovedì a San Cipriano di Roncade.





È subito emersa una criticità poco nota all'opinione pubblica internazionale, maggiormente sensibilizzata alle immani tragedie ben note e all'urgenza di intervenire davanti alla priorità di curare e nutrire: bambini che non possono più permettersi di ricevere un'istruzione, malgrado la volontà dei genitori di offrire loro un’educazione ed un futuro diverso.



«Ci siamo posti un interrogativo: verso quale tipo di società viaggia quella realtà se i bambini di oggi non vanno a scuola? Partendo da questo, ci siamo chiesti se non fosse il caso di agire nel nostro piccolo organizzando una campagna di raccolta fondi che coinvolgesse gli studenti delle scuole del Veneto: invitando ad un'offerta simbolica di soli due euro, ne abbiamo raccolti oltre 23.000. Grazie alla generosità di tanti giovani, oggi garantiamo un percorso scolastico a 580 bambini».



Il progetto, coordinato dall'associazione vicentina Non dalla Guerra, è supportato da Caritas Jordan ed è in espansione: «Una volta l'anno torniamo in Giordania per i campi estivi, per monitorare il progetto e per intercettare le concrete necessità, organizzando corsi di italiano, inglese, informatica etc. e per testimoniare, al rientro, l’evolversi della situazione».



Positivo il bilancio della cena di finanziamento delle attività: la serata, condotta assieme alla responsabile eventi Valentina di Biase ed alla referente per gli studenti, Roxanne Amlehn, ha ripercorso l’operato delle due associazioni in Giordania, sensibilizzando i presenti circa le difficoltà vissute da ambo i popoli in una assai difficile convivenza quotidiana accettata nel segno della solidarietà.



E proprio ad un piccolo gesto di solidarietà invitano le organizzazioni, per guardare con più speranza al futuro di un territorio che soffre. Il senso del Natale passa anche per l'opportunità di cogliere semplici occasioni per prendersi cura dell'altro che ha bisogno di noi.



 



CAUSALE: Erogazione Liberale per progetti attivi di Non Dalla Guerra;



C/O Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo del Nord Est S.p.A.



IBAN: IT 59 I 03599 01899 050188534155



BIC: CCRTIT2TXXX


 



foto dell'autore

Davide Bellacicco

SEGUIMI SU:

Leggi altre notizie di Treviso

Commenta questo articolo


vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×