22 settembre 2019

Esteri

Nuova decapitazione, condannato urla alla folla: "Reagite agli oppressori"

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Un nuovo scioccante video diffuso dallo Stato islamico (Is) mostra la decapitazione di un 'condannato' che fino all'ultimo si ribella, urla la sua innocenza e chiede alla gente che è lì intorno ad assistere all'esecuzione di reagire contro gli "oppressori".

Il video è stato individuato dagli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, ma non è più disponibile in Rete. "Non vi perdonerò - urla il giovane identificato come Obaid Jasem Shehab, in ginocchio e con gli occhi bendati - Siete degli oppressori".

La scena si svolge in una località nella provincia di al-Hasakah, Siria nord-orientale e risalirebbe al 26 gennaio. Alle spalle del giovane in ginocchio, il 'giudice' dell'Is legge la sentenza. "Obaid Jasem Shehab ha insultato Allah", dice, prima che il condannato cominci a urlare, rivolto alla folla di uomini e bambini. "Lo giuro, non ho insultato Allah!".

"L'onnipotente Allah - continua il giudice dell'Is - ha dato il potere ai suoi servi mujaheddin di arrestarlo e di provare senza coercizione che ha insultato Dio e non se n'è pentito quando poteva. Quindi la corte islamica lo ha condannato a morte per decapitazione, con l'accusa di apostasia".

Uno dei quattro militanti intorno al condannato afferra la spada per eseguire la sentenza, ma il condannato rifiuta di piegare il capo. "Non vi perdonerò - urla - Non sono quello che dite voi. Dov'è la gente di al-Sheddadi (località della provincia di al-Hasakah, ndr), dove sono gli arabi?".

Tra la folla comincia a sentirsi del frastuono, ma i quattro jihadisti brandiscono le loro armi ordinando a tutti di indietreggiare. Quindi tengono fermo il condannato, con il capo verso il basso e uno di loro gli taglia la testa con la spada fino a staccarla del tutto e riporla tra le gambe della vittima.

Non si placa intanto la furia della Giordania contro i jihadisti dello Stato islamico che hanno bruciato vivo un pilota del Paese. La tv di Stato di Amman ha annunciato, per il terzo giorno consecutivo, nuovi raid dell'aviazione giordana contro postazioni dell'Is in Siria.

Alla diffusione del video dell'esecuzione del pilota, Amman ha reagito con l''Operazione Martire Muath' contro le basi dei jihadisti nel Paese vicino. Venerdì sera l'Is ha annunciato su Twitter che in uno di questi raid l'aviazione giordana ha ucciso la cooperante americana Kayle Jean Mueller, tenuta in ostaggio dal 2013.

Per il ministro giordano degli Interni Hussein Majali, tuttavia, si tratta solo di una "trovata pubblicitaria" dell'Is. Anche per la portavoce del Pentagono, Marie Harf, "non ci sono prove" che la giovane sia stata uccisa in un raid dell'aviazione giordana.

 

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