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24 febbraio 2017

Nuovo caso di meningite da pneumococco, 55enne ricoverato al Ca' Foncello

L'uomo si trova da questa mattina in terapia intensiva le sue condizioni sono stazionarie

TREVISO - Un uomo di 55 anni colpito da meningite da pneumococco è ricoverato da questa mattina, venerdì 17, nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Lo comunica la direzione sanitaria dell’azienda Usl2 Marca Trevigiana. Si tratta del quarto caso in pochi giorni.

Il paziente è giunto al pronto soccorso dell’ospedale a metà mattina ed in seguito è stata portata a termine la tipizzazione e l’identificazione del ceppo dalla Microbiologia. Ora si trova ricoverato in terapia intensiva e le sue condizioni sono stazionarie. L’azienda sanitaria ha confermato, come in altre occasioni, che la meningite da pneumococco a differenza di altri tipi di meningite non dà origine a focolai epidemici. Per questo motivo non richiede nemmeno interventi di profilassi antibiotica sui familiari e i contatti stretti.

“Continuiamo a garantire il massimo dell’attenzione – sottolinea Francesco Benazzi, direttore generale dell’Usl -. Il succedersi ravvicinato di alcuni casi in questa stagione, può ricondursi a complicazioni dell’influenza stagionale che quest’anno è stata eccezionalmente aggressiva. Questo è reso attendibile anche dalla presenza del virus dell’influenza nei pazienti, riscontrata grazie a tecniche di biologia molecolare. Stiamo seguendo i casi molto attentamente e i cittadini troveranno da parte nostra ogni giusta e adeguata risposta”.

“Ribadisco – aggiunge Benazzi a fronte dell’apprensione da parte di alcuni - che, per qualsiasi dubbio, il cittadino può rivolgersi tranquillamente anche al proprio medico di famiglia. Come abbiamo detto più volte, I professionisti della medicina generale e della continuità assistenziale, infatti, hanno tutte le competenze necessarie per dare una risposta appropriata”.

 



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Zarlatàn (de Zèneda) e (quasi) poeta. Carlo se la ride sotto i versi. Nonostante la...censura. Ha iniziato a scrivere versi per “salvarsi”. Ma anche perché, sin da bambino, provava una simpatia particolare per la poesia, che riusciva a imparare a memoria senza fatica. Col tempo, Carlo Piasentin ha fatto di un impulso giocoso una passione fondamentale. Eppure, in casa, ha sempre avuto un giudice severissimo: la moglie Cosetta. Che - ma questa è pura chiacchiera da salotto - lo ha sposato...per allegria

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