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25 maggio 2019

Nord-Est

Oltre 15.000 a Prato della Valle per andare oltre i cambiamenti climatici

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PADOVA - Il corteo è colorato, i visi sorridono e portano sulle guance dei segni tribali che annunciano la battaglia: due segni verdi, meravigliosi, color albero.

Mai visti tanti studenti tutti insieme per una manifestazione, a Padova: ho 51 anni, molti passati a sfilare sotto le bandiere, cercando di svegliare le coscienze assopite.

L’energia che si respira in questa piazza di Padova è pulita come l’aria di montagna: le ragazze e i ragazzi si stanno riprendendo la politica, e nemmeno lo sanno.

Il cartello più bello che ho visto, tra i tanti spiritosi e positivi, è questo:

I can’t we can Io non posso, noi possiamo

Non sanno che stanno superando l’individualismo, che gli alberi caduti nel bellunese, la speranza di un futuro comune, gli stanno insegnando il gruppo, “l’insieme si può”.

E’ il partito delle formiche verdi.

Una mia definizione di tanti anni fa, quando mi chiedevano perché stavo da una certa parte politica: perché mi rappresentava nelle viscere, rispondevo, anche se si fossero chiamati “Il partito delle formiche verdi”.

Profetica: eccole, le mie formiche verdi.

In un Prato della Valle così pieno da indurmi ad allontanarmi un attimo, per nascondere l’emozione e la commozione, incontro alcune “vecchie cariatidi indomite”, come me.

Sindacalisti, attivisti di partito, ambientalisti: gente che ha lottato per il disarmo nucleare, l’altro grande, enorme, problema del mondo, che guardano, si commuovono a loro volta, sorridono.

E dicono di dover stare tre passi indietro: largo ai giovani. Io penso che no, che è sbagliato: avanti i giovani, a urlare, ballare, afferrare un futuro che chiede rapidità di cambiamenti, ma adesso tocca a noi.

A noi adulti. Genitori. A noi, che conosciamo bene l’incanto del susseguirsi delle vere stagioni. Tocca a noi: scioperare economicamente, affiancarli, appoggiarli, reimparare l’insieme.

Ce lo chiedono loro, a gran voce.

Perché se non ci saremo anche noi, non si potrà davvero fare. La politica addormentata non comprenderà. Noi e loro, alle Europee.

Chi votare?

Chi prende un impegno serio in cinque punti?

Perché il fare, tocca a noi.

Dal votare allo scegliere bene.

Insieme a loro. Insieme a quei milioni di alberi, abbattuti da un vento che ha un mandante economico, che ci hanno chiesto, muti, di salvare la loro bellezza, offertaci da sempre, a noi, distratti da altro.

Prossimo appuntamento?

Un grande sciopero generale.

Ce l’abbiamo, il coraggio?

 

Laura Walter

 

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