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16 giugno 2019

Esteri

Ore decisive per May

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Nel 'giorno della Brexit', che avrebbe dovuto sancire l'uscita formale del Regno Unito dalla Ue, i parlamentari britannici si riuniranno per un nuovo voto, che si svolgerà attorno alle 14.30 ora locale, le 15.30 in Italia, al termine del dibattito avviato in mattinata attorno alle 9.30 locali. In esame il testo che Theresa May ha presentato già due volte alla Camera dei Comuni, come frutto dei suoi negoziati con Bruxelles, contenente le condizioni del ritiro.

Il testo è stato bocciato già due volte dai parlamentari e lo speaker John Bercow ha chiarito che non avrebbe potuto consentire un nuovo riesame a meno di "cambiamenti sostanziali". Il governo ha quindi annunciato che avrebbe chiesto ai parlamentari di votare esclusivamente su una parte dell'accordo, privato a questo fine della dichiarazione politica che disciplina le future relazioni tra Londra e Bruxelles, rinviando sostanzialmente la discussione sull'altra parte alle prossime settimane.

Al voto di oggi è legato il futuro della premier Theresa May, che si è impegnata in caso di approvazione a farsi da parte e lasciare che sia qualcun altro a gestire il futuro dei rapporti con l'Ue. L'approvazione garantirebbe anche al governo britannico la concessione da parte di Bruxelles del rinvio al 22 maggio dell'uscita del Regno Unito. Sul voto pesa la contrarietà all'accordo espressa da Laburisti, un certo numero di Tory Brexiteers e il Dup, il Partito Unionista Democratico.

"Oggi è l'ultima chance per assicurarci il diritto legale di estendere l'articolo 50 fino al 22 maggio" ha detto l'attorney general britannico Geoffrey Cox intervenendo ai Comuni prima del nuovo voto.

Se l'accordo non passerà e la Brexit non verrà garantita gli elettori si sentiranno "traditi" è il monito arrivato da Liam Fox, ministro britannico per il Commercio internazionale, che alla Bbc ha parlato di "grande, storico momento per il nostro Paese". Si tratta di capire se "il Parlamento fa quello che vuole il Parlamento o fa quello che vuole la gente", ha affermato Liam Fox. "Temo le conseguenze se il Parlamento decidesse di ignorare totalmente una promessa fatta direttamente agli elettori" ha aggiunto, sottolineando come in caso di bocciatura "tra gli elettori e l'attuale sistema politico si aprirebbe un baratro di sfiducia".

 

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