18 luglio 2019

Castelfranco

OSPEDALE, VERSO LA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI

L’Usl 8 assicura: non cambierà il trattamento dei 76 dipendenti trasferiti alla Asolo Hospital Service

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Castelfranco/Montebelluna – Sul caso dello stato di agitazione dichiarato dai dipendenti dell’Usl 8 la direzione sanitaria dell’azienda getta acqua sul fuoco: “Gli operatori conserveranno il loro stato giuridico ed economico di dipendenti Usl”, recita una nota. Si sottolinea che i dipendenti oggetto del trasferimento continueranno ad avere gli stessi benefici. “Sono state date – commenta il dottor Mario Po’, direttore amministrativo dell’Ulss 8 – tutte le garanzie per l’inquadramento giuridico, per il trattamento economico e per lo sviluppo di carriera di questi dipendenti”.

“Operazione analoga – prosegue la nota - è stata condotta presso il Centro servizi di Caerano di San Marco, dove da tre anni alcuni i dipendenti Ulss 8 sono gestiti dal punto di vista organizzativo dal partner logistico senza alcun problema. Ancor prima ciò era avvenuto attraverso un “global service” decennale per la gestione delle attività di lavanderia”.

Rimane il fatto che 76 dipendenti lunedì saranno trasferiti dalle dipendenze dell’Usl (anche se giuridicamente lo saranno ancora) a quelle della Asolo Hospital Service, la società privata entrata in gioco nella gestione dell’ospedale con il project financing. E che come contropartita al finanziamento dell’edificazione del nuovo ospedale di Castelfranco ha voluto la gestione di diversi servizi non sanitari (riguardanti anche l’ospedale di Montebelluna). E che di conseguenza metterà alle proprie dirette dipendenze anche chi materialmente i servizi di cui si parla li espleta.

Che succederà? Nessuna certezza secondo le parti sociali. Solo una nota che comunica ai dipendenti: “Dal 16 febbraio, data di affidamento alla Asolo Hospital Service della gestione diretta dei servizi non sanitari degli ospedali di Castelfranco e Montebelluna, lei sarà a disposizione della Asolo spa”. Ed è proprio per questo è stato dichiarato lo stato di agitazione.

Le rappresentanze sindacali di base (Rdb) hanno già scritto al prefetto per chiedere un incontro urgente, prospettando una giornata di sciopero. “Nei patti saranno giuridicamente dipendenti Usl – scrivono le RdB in un comunicato diffuso ieri -, nei fatti saranno dipendenti funzionali della ditta che gestirà i servizi. Orario, organizzazione del lavoro e salario accessorio saranno determinati dalla Asolo Hospital Service”. “Non sono state fornite adeguate garanzie”, aggiungono. E ancora: “Ai dipendenti non viene data la possibilità di scegliere se restare a lavorare in altri servizi Usl non dati in gestione al privato. Inoltre non è prevista a loro favore nessuna clausola di salvaguardia che permetta loro di chiedere di ritornare a lavorare per l’azienda sanitaria. Mentre l’Asolo può scegliere di se accettare o rifiutare il personale proposto”.

Quindi sciopero, a meno che non vengano cambiati i termini dell’accordo tra Usl 8 ed Asolo Hospital Service.

(Foto OggiTreviso)

 

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