26 agosto 2019

Vittorio Veneto

Per Papa Luciani "Beatificazione lunga e complessa"

Cardinale Amato: "Documentazione non completa"

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CITTA' DEL VATICANO - Sarà un processo "lungo e complesso" quello riguardante la causa di beatificazione di Giovanni Paolo I, il "Papa dei 33 giorni", che è stato anche vescovo di Vittorio Veneto.  Lo ha detto il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, cui ieri il postulatore della causa, il vescovo Enrico Dal Covolo, nel centenario della nascita di Albino Luciani, ha consegnato il "Summarium testium", cioé il primo dei quattro documenti che contribuiranno a preparare la "Positio" sulle virtù eroiche del Servo di Dio Giovanni Paolo I.

 

Il cardinale Amato ha spiegato che la documentazione consegnata ieri dovrà essere "accompagnata e completata da altri dossier che ancora mancano. Tra questi la 'Informatio super virtutibus', che - ha spiegato - è la parte più significativa della documentazione perché riguarda la prova dell'eroicità delle virtù teologali (fede, speranza e carità) e delle virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza) con le altre virtù annesse, come umiltà, povertà, obbedienza, castità. Questa parte - ha ribadito il porporato - è la più rilevante, perché offre la chiave di lettura dell'intero dossier: è la 'disquisitio' sulla santità del Servo di Dio".

 

Sui tempi della conclusione del processo, il cardinale Amato ha specificato che si tratta appunto di un processo lungo e complesso. "E' vero - ha chiarito -, si tratta di una procedura canonica raffinata, perché la beatificazione e la canonizzazione di una persona richiedono un accertamento serio delle virtù cristiane. Non si va per sentito dire, ma per oggettiva documentazione".

La beatificazione di una persona richiede un accertamento serio. Non si va per sentito dire

Su quando avverrà la beatificazione, Amato ha risposto: "Il tempo che va fino alla beatificazione, è un tempo benedetto. Non è un tempo vuoto, ma pieno: deve essere riempito dalla conoscenza del Servo di Dio, dall'ammirazione delle sue virtù, dalla contemplazione della vita e soprattutto dall'imitazione della sua santità. Inoltre - ha aggiunto - è un tempo di supplica e di preghiera al Servo di Dio, per ottenere l'intercessione con grazie e con miracoli. Si tratta - ha concluso - di un tempo benedetto, che aiuterà tutti noi a pensare alla nostra personale santificazione".

 

Amato ha infine ringraziato il postulatore della causa mons. Dal Covolo per il suo "contagioso entusiasmo", che - ha auspicato - "porterà a buon termine e al più presto possibile" quella che ha definito una vera e propria "impresa gigantesca". Anche dal Covolo ha ringraziato Amato e la Congregazione da lui presieduta per la sollecitudine con cui egli guarda alla causa e per lo slancio pastorale profuso. "Le cause - ha sottolineato il Rettore della Pontificia Università Lateranense - non sono momenti burocratici, ma occasioni vive di promozione della santità". E ha ricordato la concomitanza "provvidenziale" di questo giorno di consegna (il 17 ottobre ricorrono i cento anni dalla nascita di papa Luciani) con il Sinodo dei vescovi in corso di svolgimento.

Giovanni Paolo I possa essere un modello di Nuova Evangelizzazione

"Sono convinto - ha detto il presule - che Giovanni Paolo I possa essere un modello di Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della fede, proprio per la sua straordinaria capacità di comunicazione con i fedeli. Per questo sono contento che la sua figura sia stata presentata oggi all'assemblea sinodale". Infine il vescovo ha condiviso il perché della beatitudine o santificazione di Giovanni Paolo I: "Perché - ha spiegato - egli è un modello di buon pastore che dà la vita per il suo gregge".

 

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