18 novembre 2019

Cronaca

Pd in piazza contro il governo

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Bandiere del Pd, tricolori e tante bandiere blu dell'Unione Europea. Piazza del Popolo si riempie di manifestanti del Pd per 'L'Italia che non ha paura', come recita lo slogan dell'evento che campeggia dietro il palco. L'opposizione a governo Lega-M5S e, in particolare, al Def varato venerdì a palazzo Chigi al centro della manifestazione che secondo gli organizzatori ha raccolto oltre 70mila persone.

'Unità, unità' il coro intonato dai militanti. La piazza che invoca 'unità' fa anche scattare, a favore di telecamere, l'abbraccio tra Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. Una risposta, quella dei due dirigenti dem, anche alle voci che li vorrebbero in rapporti non proprio ottimi negli ultimi tempi. Abbraccio pure tra Renzi e Maurizio Martina.

"Sono ossessionati dall'idea di trovare un nemico invece che trovare soluzioni per il Paese. Soffiano sul fuoco ma così un Paese non tiene" dice Martina. "Un Paese non tiene se è governato dall'odio con ministri che passano il tempo sui social a insultare l'opposizione. E a proposito di 'assassini politici': vergognatevi" scandisce il segretario, citando tra l'altro le parole di Luigi Di Maio sul Jobs Act. Poi, rivolto ai manifestanti: "Avete dato una lezione a tutti noi. Questa è la piazza del risveglio democratico, è la piazza della speranza, del cambiamento, della fiducia e del futuro".

Per Renzi quella di oggi "è una piazza che chiede unità, ma soprattutto una piazza che dice che c'è il popolo, che dice no al governo dei condoni e dei sussidi. Non è vero quello che si è sentito dire in questi mesi, ma ce ne eravamo accorti, andando per le feste, incontrando le persone in piazza. Certo, loro sono probabilmente ancora maggioranza nei sondaggi, però c'è una parte del Paese che dice no, che dice no alle misure del balconcino, che dice no all'assistenzialismo". "Questa piazza è bella e ora la scommessa è dimostrare che Di Maio non ha abolito la povertà - sottolinea l'ex premier -Siamo in presenza di irresponsabili e cialtroni che mettono a rischio la tenuta dei conti".

 

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