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17 agosto 2018

Politica

Il PD si spacca sulla scelta dei candidati. Renzi minimizza, Cuperlo rinuncia

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Polveriera Pd. Si allarga la frattura all'interno del Partito Democratico dopo l'approvazione in nottata delle liste elettorali senza l'ok della minoranza. Il voto della Direzione ha registrato 117 favorevoli, 1 contrario e nessun astenuto. Alla votazione, sopraggiunta alle 4 del mattino, non ha però partecipato la minoranza in segno di dissenso. Il segretario del Pd Matteo Renzi ha parlato della Direzione come di "una delle esperienze più devastanti dal punto di vista personale".

I nomi ufficiali dei candidati si sapranno oggi. Renzi ha convocato una conferenza stampa al Nazareno per le 19.45 sulle liste elettorali. Il leader dem ha lavorato tutto il giorno al Nazareno, dove si è alternato tutto lo stato maggiore del partito, sulla versione definita della liste. Marco Agnoletti, portavoce del segretario del Pd Matteo Renzi, ha invitato "tutti alla massima cautela su bozze filtrate o indiscrezioni circolate''.

LO STRAPPO DELLA MINORANZA- Le componenti che fanno capo ad Andrea Orlando, Michele Emiliano e Gianni Cuperlo hanno preso parte alla Direzione ma non al voto non condividendo il metodo adottato. "Dopo ore di attesa e una successione di rinvii non abbiamo ricevuto alcun elenco e informazioni di merito sulla proposta", hanno spiegato nella notte.

IL NO DI CUPERLO - Nel pomeriggio Cuperlo ha scritto su Facebook: "Partecipando alla Direzione del Pd, alle tre del mattino e con un sms di avviso di qualche minuto, mi sono trovato candidato nel collegio di Sassuolo, a Modena". "Arrivare lì - spiega - senza che quella comunità di compagni e amici abbia potuto esprimersi su chi può rappresentarli al meglio non aiuta". "Avevo dato - prosegue - la mia disponibilità (e ci mancherebbe) a dare una mano anche in un collegio qualunque della mia città" e "se serve sono ancora qui" ma "a Sassuolo - lo spero davvero - ci sarà una candidata o un candidato che di quei luoghi si sentirà parte. Molto più di me. Come è giusto che sia".

LE CRITICHE DI CALENDA - Oggi sono arrivate critiche anche dal ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, che, a proposito della liste del Pd, ha scritto su Twitter: "Quale è il senso di non candidare gente seria e preparata, protagonista di tante battaglie importanti come De Vincenti, Nesi, Rughetti, Tinagli, Realacci, Manconi. Spero che nelle prossime ore - ha aggiunto - ci sia un ravvedimento operoso. Farsi del male da soli sarebbe incomprensibile".

LE CANDIDATURE - In attesa della diffusione ufficiali delle liste, si può tracciare la mappa delle candidature del governo sulle base degli esiti della Direzione notturna del Pd. Dalla quale sono uscite delle clamorose esclusioni, come quella del ministro della Coesione Claudio De Vincenti e quella del sottosegretario alla Funzione pubblica Angelo Rughetti.

Renzi, oltre al collegio Senato di Firenze, correrà in Campania e Umbria. Paolo Gentiloni sarà candidato in tre regioni, come annunciato. Il premier sarà nel collegio1 della Camera a Roma e poi in due listini proporzionali nelle Marche e in Sicilia. Maria Elena Boschi è stata confermata nel collegio uninominale di Bolzano, alla Camera. Luca Lotti ha avuto il 'suo' collegio di Empoli, sempre Camera. Valeria Fedeli sarà a Pisa, Senato. Dario Franceschini alla Camera nel collegio della sua città Ferrara, oltre che nel proporzionale in Emilia. Anche Graziano Delrio corre in casa alla Camera, Reggio Emilia, nel listino.

Per Marianna Madia una sfida nel collegio Camera Roma2 e poi spazio nei listini in Calabria e nelle Marche. Anche Pier Carlo Padoan ha un collegio, Siena, e un listino a Torino, dove è capolista. Andrea Orlando alla Camera in Emilia Romagna4, Marco Minniti ha 'strappato' il collegio a Pesaro. Roberta Pinotti se la vedrà in Toscana1 al Senato ma è anche in Piemonte; Maurizio Martina in Lombardia 2 alla Camera. Alleata del Pd, la leader di Cp Beatrice Lorenzin corre alla Camera nel collegio di Modena.

LE NEW ENTRY - Tra le new entry ci sono il portavoce del premier Filippo SensiLucia Annibali (a Parma), Tommaso Nannicini Giuliano da Empoli. In lista anche la giornalista e scrittrice Francesca Barra che scrive su Facebook: "Ringrazio il Pd e il segretario Matteo Renzi per aver annunciato la mia candidatura in Basilicata, nel Collegio Matera-Melfi, che accetto con orgoglio, commozione e responsabilità".

IL GIGLIO MAGICO - Sulla scia di Renzi, in lista nel collegio di Firenze, in Umbria e in Campania 2, parte del Giglio magico trasloca dalla Camera a palazzo Madama. In attesa della diffusione delle liste ufficiali da parte del Nazareno, dalla Direzione Pd emerge il fenomeno 'migratorio' di alcuni degli uomini più vicini al leader dem. Posto che alla fine qualcuno potrebbe avere la possibilità di giocare su più tavoli, tra Camera e Senato.

Il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi è capolista nel plurinominale Toscana2, dopo una legislatura alla Camera. Con lui, l'ideologo di Renzi Giuliano da Empoli, che ha accompagnato il leader dem nella recente visita all'Eliseo da Emmanuel Macron. A Milano, nel plurinominale, c'è invece Tommaso Nannicini, l'autore del programma elettorale del Pd. Per quel che riguarda i toscani, se Andrea Marcucci si riproporrà nel 'suo' collegio senatoriale di Lucca, dalla Camera arriva il segretario regionale dem Dario Parrini, in gara nel collegio a Sesto Fiorentino.

Nell'uninominale Senato di Modena scenderà in campo Andrea Rossi, segretario organizzativo del Pd e ormai presenza fissa nella stanza dei bottoni del Nazareno. E anche il portavoce del Pd Matteo Richetti ha avuto un collegio senatoriale, il plurinominale Emilia Romagna2. Trasloco parlamentare dalla Camera anche per Ernesto Carbone, finito nel plurinominale Emilia Romagna1. Alcuni Big del Nazareno resteranno invece alla Camera, a partire da Luca Lotti (per lui collegio a Empoli), Maria Elena Boschi (Bolzano), Lorenzo Guerini (Lodi) e Ettore Rosato (Trieste).

 

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