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11 dicembre 2018

Italia

Pdl, Meloni scioglie la riserva e si candida alle primarie

In campo anche Sgarbi

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ROMA - Da Angelino Alfano, al banchiere-imprenditore modenese Gianpiero Samorì, dal 'falco' Daniela Santanchè, all'outsider Vittorio Sgarbi. Pallottoliere alla mano, sono undici, per adesso, i candidati alle primarie pidielline. Fino all'ultimo momento utile, infatti, potrebbero esserci ancora sorprese. Come da regolamento, il termine per le semplici dichiarazioni di disponibilità alla candidatura (non corredate dalle firme) scade alla chiusura degli uffici di via dell'Umiltà, ovvero, spiegano gli organizzatori, alla mezzanotte (basta anche un fax). La dead line, invece, per le diecimila firme è fissata per domenica 25 novembre, a mezzogiorno.

Indecisa fino alla fine, Giorgia Meloni ha sciolto la riserva motivando così la sua decisione: ''Ci sono delle cose da chiarire'', a cominciare dal fatto che ''bisogna dire no a un Monti bis'', perché ''è stata un'esperienza fallimentare e non può essere reiterata''. L'ex ministro, unico rappresentante degli ex di An in corsa, può contare su un 'tesoretto' di voti ben radicato sul territorio (soprattutto nel Lazio, grazie anche al sostegno del leader dei Gabbiani, Fabio Rampelli) e potrebbe dare filo da torcere al segretario del partito, che, almeno sulla carta, parte favorito per la vittoria finale.

Non a caso, Meloni avverte: ''Non penso che si faccia un favore al Pdl blindandosi tutti intorno alla candidatura di Alfano, possiamo far vedere che nel centrodestra ci sono idee e persone valide che si confrontano''.

Scontata la formalizzazione della candidatura (perché sono stati i primi a ufficializzarla in pompa magna) della 'pasionaria' Santanchè, di Giancarlo Galan, di Alessandra Mussolini e di Samorì. In campo anche il leader dei 'Formattatori' e sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo; Michaela Biancofiore, promotrice delle 'amazzoni azzurre'; Guido Crosetto, anche lui molto combattuto sul da farsi fino all'ultimo (l'ex sottosegretario alla Difesa fa parte della corrente dei 'quarantenni' insieme ad Alfano e viene considerato un 'candidato mediatico', che potrebbe creare qualche problema al segretario).

Tra gli outsider l'avvocato Alfonso Luigi Marra e Sgarbi, molto critico ora verso Samorì (''L'ho inventato io, ma ora lo rinnego''). Il critico d'arte, fondatore del 'Partito della Rivoluzione', conosce molto bene il banchiere modenese, perché si è federato con il suo movimento, i 'Moderati in Rivoluzione', per dar vita a una 'nuova cosa politica', che alle prossime elezioni potrebbe trasformarsi in una lista civica alleata al Pdl.

Secondo alcuni rumors, Santanchè, Galan, Biancofiore e Samorì vengono considerati i 'candidati civetta', perché dietro di loro ci sarebbe lo zampino di Silvio Berlusconi. Allo stato, non ha ancora formalizzato la sua 'discesa in campo' Giulio Tremonti.

Intanto oggi Alfano, parlando in via dell'Umiltà, ha assicurato che le primarie si faranno, ma si procederà con un nuovo modello, non più con quello in stile Usa. ''Le procedure per le primarie vanno avanti, ma stiamo incardinando nuove modalità organizzative'', ha spiegato, perché con le regionali in tre Regioni fissate il 10-11 marzo il modello Usa non sarà più praticabile ''dal punto di vista tecnico''.

''Le candidature giuste saranno quelle che sapranno raccogliere le firme - ha sottolineato il segretario - Per ora mi pare che si profili una bella gara, una gara sulle idee e non una fiera delle vanità''.

(Adnkronos/Ign)

 

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