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21 novembre 2017

Castelfranco

Pedemontana, polemiche dopo stop ad addizionale Irpef

Ciambetti: “Strada era evitare addizionale”. Il Pd: “Zaia risponda a Corte dei Conti”. M5S: “Si prenda sue responsabilità”

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Cantiere Pedemontana Veneta

CASTELFRANCO/MONTEBELLUNA – Continua ad essere acceso il dibattito politico sulla decisione da parte di Luca Zaia di non ricorrere all’addizionale Irpef per finanziare la Pedemontana.

 

Ciambetti, strada era evitare addizionale Irpef - "Credo che ai più sia sfuggita un passaggio che devo a questo punto evidenziare". Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale, ritorna nel dibattito sulla realizzazione della Pedemontana "con il tramonto dell'ipotesi del ricorso all'addizionale Irpef per realizzare l' opera. La modifica del Defr 2017-2019 con l'integrazione dell'obiettivo strategico di 'Completare la realizzazione della superstrada Pedemontana veneta' approvata dal Consiglio il 29 marzo scorso prevedeva in 'via precauzionale', come si legge nella delibera, l'aumento dell'addizionale Irpef, concetto ribadito nella definizione 'in via prudenziale' dell'impegno finanziario di 300 milioni per garantire la realizzazione della Pedemontana.

"Mi pare evidente - spiega Ciambetti - che già quando venne illustrata in aula la modifica del Defr si lasciasse trasparire l'intenzione di percorrere ogni strada possibile per evitare l'applicazione dell'addizionale, strada che oggi è stata valutata percorribile. A fine marzo - prosegue - non c'era questa certezza e per questo, per evitare il blocco dei cantieri e il mancato pagamento degli indennizzi, fu scelta, per così dire, la garanzia della copertura dell'esborso data dal possibile introito dell'Addizionale.

Si trattò per l'appunto di una scelta prudenziale che ha permesso il pagamento di molti sospesi. Nel frattempo, in questo mese e mezzo, il presidente Zaia, la Giunta e i tecnici - conclude - sono stati impegnati a individuare la soluzione meno onerosa per i cittadini e hanno colto il risultato migliore. Ciò che conta, al di là delle schermaglie della politica, è realizzare l'opera e l'essere riusciti ad imboccare questa strada senza mettere le mani nel portafoglio di nessuno è onestamente un bel risultato, che non era per nulla scontato".

 

“Zaia risponda ai rilievi della Corte dei Conti”. Interrogazione di Zanoni, Pigozzo e Zottis (PD) - “Zaia risponda ai rilievi della Corte dei Conti sullo stato di realizzazione della Pedemontana, visto che anche nell’ultima lettera, del 10 maggio, sono state evidenziate omissioni e violazioni di leggi statali e comunitarie. Gli annunci e gli effetti speciali non bastano”. A dirlo è il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni primo firmatario di un’interrogazione a risposta immediata sottoscritta anche dai colleghi Bruno Pigozzo e Francesca Zottis.

“Le criticità non sono una ‘cosa nuova’ ma risalgono addirittura allo scorso 6 ottobre. Da allora la Regione avrebbe dovuto comunicare entro sei mesi le contromisure adottate per rispondere ai rilievi della magistratura contabile. Però questo non è avvenuto. E, visto che nella nota si fa riferimento a un ‘potenziale danno erariale’ addebitabile alle amministrazioni inadempienti, c’è poco da stare tranquilli”.

"Sono 13 i punti critici messi in evidenza dalla Corte dei Conti, dal closing finanziario affrontato con risorse pubbliche e in contrasto con i principi dei ‘project’, alle previsioni dei flussi di traffico e ai mancati pagamenti agli espropriati. Ma a destare particolare preoccupazione è il punto numero 4. Qua viene messo in discussione l’atto aggiuntivo, oggetto della variazione di bilancio con l’introduzione della Zaia Tax, poi ritirata, ma non solo. I magistrati contabili fanno presente come i contributi pubblici in conto capitale ammontino a 915 milioni di euro mentre quelli in conto esercizio superino i 7 miliardi di euro. E fa esplicitamente riferimento al rischio di ‘violazione dei consolidati principi comunitari’, snaturando l’originario rapporto che prevedeva l’eliminazione dei pedaggi, un canone per il privato, i pedaggi alla Regione con trasferimento del rischio al pubblico”, sottolinea lo stesso Zanoni.

“Tutti i rilievi devono trovare risposta prima possibile anche per evitare di andare incontro a un danno erariale – conclude l’esponente dem – Perciò ci auguriamo che almeno questa volta il presidente Zaia si degni di rispondere alla Corte e faccia definitiva chiarezza sullo stato di realizzazione della Pedemontana”.

 

Brusco (M5S): "Ritiro dell’addizionale Irpef? Merito della Corte dei Conti. Zaia si prenda le sue responsabilità” -  Dopo la marcia indietro sull’addizionale Irpef da parte della Giunta Zaia, il consigliere regionale Manuel Brusco ricorda le questioni in sospeso fra la Regione e la Corte dei Conti e dichiara: “La Lega festeggia, ma il merito per il ritiro dell’addizionale Irpef non è di Zaia, che l’aveva voluta, ma della Corte dei Conti. Ricordiamo infatti che contro l’addizionale Irpef si è espressa nei giorni scorsi la Corte dei Conti, la quale aspetta però non una ma tredici risposte entro giugno, e la Giunta regionale non ha idea di cosa fare. Zaia è incapace di portare avanti il progetto della Pedemontana.

È l’epilogo di una storia il cui finale, come M5S del Veneto, avevamo già previsto. Questa storia finirà con l’ennesima dimissione da parte dei veneti. Il giudice della Corte dei Conti ha ipotizzato il rischio di danno erariale. Non c’è speranza per questo progetto così com'è. O viene stravolto, e chissà come visti i precedenti, oppure i lavori saranno ancora allungati chissà per quanto tempo, con il solito scarica barile da parte di Zaia nei confronti di qualcun altro. Ricorderemo Zaia come il presidente della Salerno - Reggio Calabria veneta.

Noi non accettiamo più un atteggiamento del genere. Zaia deve prendersi le sue responsabilità davanti ai magistrati contabili. Risponda chiaramente alle richieste della Corte dei Conti. Anche se la chiarezza, come abbiamo visto, non è il suo forte”.

 

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