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21 novembre 2017

Castelfranco

Pedemontana, Zaia: "Nessuna addizionale Irpef"

Il governatore: "No marcia indietro, fin dal primo momento soluzione precauzionale"

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CASTELFRANCO/MONTEBELLUNA - Non ci sarà l'addizionale Irpef per i veneti per la realizzazione della Pedemontana Veneta. Lo ha annunciato il governatore del Veneto Luca Zaia, dopo l'approvazione dello schema di accordo da parte della giunta per il costruzione dell'infrastruttura.

Zaia ha precisato che non c'è alcuna marcia indietro da parte della giunta veneta ma fin dal primo momento l'indicazione dell'addizionale era stata presentata come soluzione "precauzionale" mentre si cercavano le soluzioni finanziarie, come lo scorporo del mutuo di 300-milioni in due anni, per arrivare a mettere in atto quella che di fatto era solo un ipotesi "non applicata".

 

Zaia ha ricordato più volte che la possibilità di non applicare l'addizionale Irpef era già stata "scritta nella delibera" presentata al consiglio regionale attraverso proprio l'uso di termini come "precauzionale".

"Ho detto in varie occasioni - ha ricordato - che fino al 31 dicembre poteva accadere qualsiasi cosa sulla tassa. Sapevamo di essere sulla strada giusta. E' da tempo che ci stavamo lavorando, non è una cosa di oggi".

Il governatore ha quindi illustrato gli aspetti tecnici e finanziari relativi alla Regione - come i distinti mutui da 140 e 160 milioni da aprire nel 2018 e 2019 - o inerenti al rapporto con il privato per la realizzazione di una infrastruttura che ha definito "fondamentale" non solo per il Veneto ma lungo l'asse di collegamento tra ovest ed est Europa. Lo schema di accordo, prima della firma tecnica tra i funzionari della Regione e la società realizzatrice, ha quindi sottolineato, sarà inviato anche all'Anac e alla Corte dei Conti in un quadro di "piena trasparenza e di interlocuzione tra istituzioni dello Stato".

 

"Mandiamo un atto - ha ricordato - che recepisce tutte le istanze della Corte dei Conti. Abbiamo recepito tutto nella fase contrattuale ed è la prima volta nella storia italiana". Particolare attenzione, oltre alle questioni finanziarie, è riservata al tema della legalità: "abbiamo il fratello del Mose - ha detto Zaia, facendo un implicito riferimento ai risvolti giudiziari legati alla realizzazione della grande infrastruttura per la salvaguardia di Venezia - e a noi non piace giocare a guardie e ladri".

Il governatore ha detto che sarà lasciato tutto il tempo agli organi di controllo per una visione dello schema di accordo, ma auspicato che si possa procedere alla firma entro l'inizio dell'estate. Sui tempi di realizzazione della Pedemontana, lunga 95 chilometri, tre anni. 

 

LE REAZIONI

 

“Quale affidabilità può avere un presidente che sbaglia continuamente i conti su un’opera fondamentale?”. Ad affermarlo i consiglieri regionali Cristina Guarda (Amp) e Graziano Azzalin (Pd).

“Non solo Zaia aveva fatto approvare dal Consiglio regionale una modifica finanziaria pesantissima che prevedeva l’addizionale Irpef: per settimane ha raccontato ai veneti la necessità di tassarli per concludere un’opera sulla quale non si è mai assunto un briciolo di responsabilità – recita una nota diffusa dai due consiglieri -. Ora, con un dietrofront sfacciato, dettato probabilmente dall’incalzare della Corte dei Conti e dalla paura, Zaia si arrampica sugli specchi sostenendo che da molto tempo aveva chiuso la questione Pedemontana, inventandosi di sana pianta la favola della tassazione precauzionale. Quale affidabilità può avere un presidente che sbaglia continuamente i conti su un’opera fondamentale, progettata e gestita dai veneti? Mente di fronte ai cittadini e allo stesso Consiglio regionale, visto che fa proprie le proposte avanzate dalla minoranza dopo averle ignorate in aula. E’ inaccettabile questo modo di governare così confuso e incoerente”.

 

“Sulla Pedemontana sembra di essere su ‘Scherzi a parte’. Abbiamo passato ore in Prima e Seconda commissione a discutere della variazione al bilancio e dell’introduzione dell’addizionale Irpef per finanziare la Superstrada Pedemontana. Oggi Zaia cambia idea, informando solo i giornalisti senza riferire al Consiglio oggi convocato dal quale risulta assente per l’ennesima volta, ma continua comunque a snobbare le richieste della Corte dei Conti. Il presidente tira dritto, ma rischia di sbattere contro un muro, facendo dei danni che poi saranno chiamati a pagare tutti i veneti”. Lo dice il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni a proposito delle tredici obiezioni sollevate dalla magistratura contabile, per la terza volta. “Zaia rispetti le procedure e risponda, come farebbe qualsiasi comune mortale alle numerose richieste di chiarimenti, sempre inevase, poste ripetutamente dalla Corte dei Conti. L’ultimo richiamo per le mancate risposte è del 10 maggio e il governatore avrà tempo di rispondere entro il 30 giugno, poi il rischio di danno erariale sarà concreto”, afferma l’esponente dem, annunciando anche un’interrogazione sul caso.

 

"Mettere l'addizionale per poi toglierla - osserva la sen. Laura Puppato (Pd) - mi ricorda tanto Zaia stile 2015, quando prima delle elezioni elargiva mance in bilancio, salvo poi rimuoverle a voto acquisito. Ora si presenta come eroe dei due mondi, ma l'addizionale Irpef chi l'aveva introdotta se non lui? Con i soldi già spesi avremo già potuto avere un'arteria perfettamente funzionante, ci troviamo invece con un groviera di cantieri fermi e una spada di Damocle da 12 mld che ci pende sulla testa, gioire per l'addizionale Irpef mi sembra davvero un esercizio sterile, visto che comunque quei soldi usciranno da un altro capitolo del bilancio del Veneto, gira che ti rigira, dunque sempre dalle stesse tasche".

 

"Oggi il Presidente Zaia ha dimostrato - rileva il capogruppo di Forza Italia, Massimiliano Barison - ancora una volta la buona amministrazione del Veneto e il senso di responsabilità di chi deve governare in un momento complesso a fronte di risorse sempre in diminuzione, ma con una esigenza di ammodernamento dei servizi e delle infrastrutture. La maggioranza su questo tema è sempre stata compatta anche quando gli attacchi arrivavano da più fronti. La Pedemontana è un'opera strategica per il Veneto e per tutto il Nord Italia per servire una delle zone più produttive d'Italia. Il nostro obbligo morale e amministrativo è farla funzionare nel migliore dei modi così da diventare una delle infrastrutture più importanti del Paese". "Il fatto che non si metteranno le mani in tasca ai veneti - conclude - è l'ennesima battaglia vinta da una maggioranza solida. Ancora una volta siamo l'unica Regione a non avere introdotto tasse".

 

Il capogruppo del Pd in Regione Stefano Fracasso ricorda che "sull'Irpef Zaia fa oggi quello che chiedevamo due mesi fa e che ci diceva essere impossibile. Restano forti i dubbi sulle valutazioni fatte al tempo visto che allora la capacità di indebitamento della Regione ci veniva detta in 80 mln di euro e adesso è passata a 140. + un brutto segnale che Zaia non firmi, inviando tutto all'Anac e alla Corte dei Conti: evidentemente dopo i rilievi della stessa Corte di otto giorni fa non si sente più sicuro delle scelte fatte" Gerardo Colamarco, segretario Uil Veneto, accoglie "con soddisfazione" l'annuncio di Zaia. "Siamo stati gli unici - dice - ad opporci a quella decisione, manifestando il nostro totale dissenso. Vigileremo perché questo annuncio si tramuti in realtà, così come continueremo a seguire l'iter della SPV".

 

Il capogruppo del M5S in Consiglio, Jacopo Berti, chiede perché "Zaia non abbia detto subito che era in corso una trattativa con Sis per arrivare a questo risultato. Vorrei capire quante altre vicende Zaia nasconde nella sua manica in attesa di poterle giocare quando gli pare, e quante altre sorprese dobbiamo aspettarci da qui ai prossimi mesi. Per non parlare del fatto che continuano a sussistere tutte le opacità sul progetto e tutte le critiche sulla sproporzione nel rapporto fra costruttore e Regione".

 

CIAMBETTI, REAZIONI SCOMPOSTE DA OPPOSIZIONI

 

"Le reazioni più o meno scomposte alla notizia della rinuncia dell'applicazione dell'addizionale Irpef dimostrano l'estremo imbarazzo delle opposizioni se non l'incapacità d'accettare l'abilità di un politico capace di risolvere una situazione intricata e complessa, per altro ereditata, senza ricorrere al prelievo fiscale". Così Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale sull'evoluzione dello scenario relativo alla Pedemontana.

"Come ha richiesto il capogruppo del PD inviterò il presidente Zaia a spiegare al Consiglio questo sviluppo, che per altro considero positivo - ha detto Ciambetti- Essere riusciti ad evitare il ricorso all'adozione dell'Irpef è un grande risultato per molti aspetti insperato. L'addizionale Irpef era il male minore, per quanto impopolare, perché il vero nodo era portare a termine questa arteria sempre più vitale anche alla luce delle esigenze infrastrutturali che vanno delineandosi".

 

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