23/11/2017coperto

24/11/2017foschia

25/11/2017pioggia

23 novembre 2017

Benessere

Pediatria: scegliere uno sport, i consigli degli esperti del Bambino Gesù.

AdnKronos | commenti |

Roma, 20 ott. (AdnKronos Salute) - In un mondo ormai dominato dalla tecnologia, l'attività fisica viene spesso trascurata per preferire giochi al computer. Lo sport per i bambini è, invece, necessario per una crescita armonica, avvertono i medici. Ma quale scegliere? Il nuoto è più adatto per i primi anni di vita, dopo gli 8 anni è preferibile un'attività di squadra. Questi i consigli degli esperti dell'ospedale Bambino Gesù.

Nei primi 4-5 anni di vita l'attività sportiva deve favorire la conoscenza del proprio corpo nello spazio. Il nuoto è uno sport completo, che è bene praticare fin da piccoli poiché per il bambino l'acqua è l'ambiente più congeniale. Non per niente, secondo il Rapporto Istat 'La pratica sportiva in Italia. Anno 2015' pubblicato ieri, il nuoto è lo sport più diffuso tra i bambini fino a 10 anni (43,1%). Oltre a questo, fino ai 7-8 anni sono consigliabili attività individuali quali atletica leggera (marcia, corse, salti, lanci) o ginnastica che aiutano a migliorare la coordinazione neuromotoria. In seguito, si può passare a sport più specialistici e di squadra. Le discipline sportive collettive, come calcio, pallavolo, pallacanestro, pallanuoto, rugby, pallamano e hockey, piacciono ai bambini sopra i 7 anni poiché all' impegno atletico si somma il gioco e lo spirito di squadra.

Collaborare tutti assieme per raggiungere il risultato, è un messaggio che viene codificato proprio a partire da questa fascia di età. E il calcio rimane lo sport preferito dagli under 35 (33,6%). Oltre i 9-10 anni ci si può accostare a discipline più specializzate, che richiedono anche il contemporaneo utilizzo di un attrezzo, come avviene nella scherma, nel tennis e nel tiro con l'arco. Nel caso di sport che sollecitino in modo particolare la schiena, come la danza e la ginnastica artistica, è utile abbinare una pratica in grado di "compensare" gli eventuali squilibri di postura.

Lo sport fa bene a tutti, infatti, l'80% dei malati cronici può, con le opportune precauzioni, praticare attività fisica che diventa anche parte del programma terapeutico, spiegano gli esperti. Al Bambino Gesù è attiva una struttura di medicina dello Sport dedicata alla valutazione funzionale di piccoli pazienti affetti da patologie croniche. "Per la scelta dello sport - spiega Attilio Turchetta, responsabile di medicina dello Sport al Bambino Gesù - è opportuno seguire le inclinazioni del bambino ed evitare quelle che possono essere le attività pericolose in rapporto alla malattia. Per esempio: un bambino portatore di pace-maker dovrà evitare gli sport di contatto come tuffi, arti marziali, rugby, così da non rischiare eventuali traumi sul dispositivo. Potrà invece praticare in sicurezza il tennis".

Lo sport è un alleato importante anche nel vincere la partita della disabilità. Le discipline sportive per i disabili vanno sempre più moltiplicandosi: basket, sitting volley, curling, vela, calcio per i ciechi. L'attività sportiva aumenta l'autostima e la fiducia in se stessi dei ragazzi e aiuta ad uscire dall'isolamento.

Il binomio sport e scuola può essere una carta vincente perché incrementa la capacità di coordinare studio ed attività extrascolastiche imparando a costruire programmi e a rispettarli. Praticare sport nella scuola di appartenenza con risultati sportivi che si integrano con quelli scolastici permetterebbe a molti giovani di evitare l'abbandono sportivo, fenomeno che si verifica intorno ai 14/16 anni. La pratica dello sport è, infatti, massima tra i ragazzi di 11-14 anni (70,3%, di cui 61% in modo continuativo e 9,3% in modo saltuario) e tende a decrescere con l'età. Circa l'80% dei ragazzi pratica sport in età prepuberale e di questi il 20% dei maschi e il 40% delle ragazze interrompe la pratica dello sport.

 



AdnKronos

Commenta questo articolo


vedi tutti i blog

I sondaggi - Vota

Lo Ius soli, che facilita la cittadinanza per gli stranieri che nascono in Italia, sta per essere votato. Sei d'accordo?
Partecipa al Sondaggio

In Edicola

copertina del giornale in edicola

Il Quindicinale n.925

Anno XXXVI n° 20 / 16 novembre 2017

VIGNETI E FITOFARMACI

“I pesticidi ci stanno uccidendo”. A Cappella Maggiore, due morti e sei malati di tumore in una strada: tra i vigneti e i campi, la malattia dilaga. E i cittadini denunciano

archivio numeri

Grazie per averci inviato la tua notizia

×