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16 dicembre 2017

Perché a Natale un libro non fa male, anzi.

immagine dell'autore

Nicolas Alejandro Cunial | commenti |

Perché prendersi dello spazio, del tempo, per entrare in un altro spazio, e in un altro tempo, a Natale, è obbligatorio.

Perché regalare un libro significa regalare l'obbligo di prendersi cura di sé.

Perché fa bene alla mente, fa bene all'economia culturale.

Perché sono regali economici, e in tempi di crisi, beh, lo sapete.

Perché ci sono così tanti libri che è impossibile non trovarne uno per tutti i gusti.

Perché no?

Io, questo Natale, mi regalerò questo libro.Il sangue di trilussa

Vi attacco una recensione da me non scritta (perché non l'ho ancora letto, appunto), ma giuntami da un lettore molto più che affidabile. E non l'ho scelto per la recensione, ma per la copertina, e quelle due battute su questa riportate che ho trovato personalmente molto comiche. 

Roma, un sabato qualsiasi. A piazza Trilussa, Valerio Tucci viene colpito da una freccia scoccata da chissà dove. Non passa molto tempo prima che la polizia arrivi sul luogo del delitto e inizi a interrogare i presenti. Uno su tutti cattura la loro attenzione, l’avvocato Manfredi Corazza, amico della vittima. Il giovane dichiara di avere visto una ragazza fuggire dalla folla subito dopo l’omicidio. Grazie alle telecamere di sorveglianza e all’intervento del criminologo Francesco De Biasi, la trama inizia a dipanarsi, ma la verità è tutt’altro che semplice da scoprire. A complicare la situazione, il padre di Valerio, misteriosamente scomparso quella stessa sera. Le testimonianze e gli orari lo lasciano fuori dall’elenco dei sospettati, ma dov’è finito? Perché è svanito nel nulla? Forse non si è trattato di un incidente e qualcuno voleva davvero la morte di Valerio. Con Il sangue di Trilussa, Anadi Mishra consegna al lettore un noir godibile, dalle tinte comico-grottesche, in grado di coinvolgere appassionati di genere e non. Al suo esordio nella narrativa, l’autore dimostra una spiccato senso del ritmo e della musicalità dei periodi. I protagonisti del volume, tasselli di un mosaico che loro stessi affrescano, sono i teatranti di un carosello che ricorda la società attuale. Roma entra a tutti gli effetti nel novero dei personaggi, con i suoi cliché e i suoi paradossi, rivelando parabole di quelle esistenze post-pasoliniane avviluppate a soldi e amori a due dimensioni: esistenze che possono perdersi per una freccia al cuore o prosperare nell’ombra.



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