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22 luglio 2018

Cronaca

Il piano di Salvini

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No all’ingresso in Italia dei cosiddetti movimenti secondari, rafforzamento della protezione delle frontiere esterne e la richiesta di un serio ricollocamento europeo dei richiedenti asilo. Sì al sostegno alla Libia e un ripensamento sulle varie missioni europee, in particolare sulla parte che prevede che chi viene salvato sia portato automaticamente in Italia. Questi, in estrema sintesi, alcuni tasselli messi insieme durante il vertice a Palazzo Chigi - riuniti attorno al tavolo c'erano il premier Giuseppe Conte, i ministri Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Giovanni Tria - in vista del vertice sui migranti dei ministri dell'Interno dell'Ue in agenda l'11 e il 12 luglio.

 

La questione migranti resta spinosa. Il governo italiano, è quanto filtra dall'interno, parlerà con una sola voce: l'incontro era finalizzato proprio a concordare una linea comune. Oggi, intanto, è previsto un incontro tecnico sempre sull’immigrazione, mentre domani ci sarà una seconda riunione tra il ministro dell'Interno e vicepremier Salvini e il presidente Conte. Il fine ultimo è un ruolo da protagonista dell'Italia in Europa. Sarebbe stata inoltre presa in considerazione la richiesta del responsabile dell’Interno francese di un confronto con Salvini prima dell’inizio dell'atteso vertice di Innsbruck. Intanto, in vista della due giorni, è stato confermato l’incontro bilaterale con il ministro dell’Interno tedesco per l’11 luglio e per il 12 quello trilaterale con i ministri tedesco e austriaco prima dell’inizio del vertice. Possibile faccia a faccia anche con il responsabile dell'Interno francese Gerard Collomb.

 

In tema di migranti ''il governo lavora e agisce con una voce sola. Un conto è la forma un conto è la sostanza'' ha detto Matteo Salvini riferendosi ai presunti contrasti con la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta. "La linea del governo italiano sul fronte della sicurezza, dell'immigrazione, e della lotta al terrorismo è una e una sola" ha ribadito il vicepremier aggiungendo: ''Non ci sfiliamo dalle missioni internazionali ma le regole devono cambiare, come ha detto oggi anche l'Unione europea''.

 

Sulla questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, nel corso di una conferenza stampa congiunta con l’inviato Onu per la Libia, Ghassan Salamé: “Non c’è nessun rischio che l’Italia si sfili dalle missioni internazionali, siamo pienamente dentro e non abbiamo nessuna intenzione di muoverci al di fuori del quadro di diritto internazionale, quindi anche europeo”. Moavero si riferisce in particolare alla possibilità che l’Italia esca unilateralmente dalla missione Sophia.

 

COLLOQUIO CON MATTARELLA - "Quello che ci siamo detti rimane tra me e il presidente Mattarella. È stato un incontro utile, positivo e proiettato nel futuro'', ha affermato Salvini sul faccia a faccia di poco più di 30 minuti al Quirinale con il presidente della Repubblica. ''Qualcuno guarda al passato, io e Mattarella abbiamo lavorato per il futuro con soddisfazione di entrambi'', ha concluso Salvini. E' stato un incontro "molto cordiale" e si è incentrato, secondo quanto si apprende da fonti del Quirinale, sulle tematiche proprie del Viminale: immigrazione, sicurezza, terrorismo, confisca dei beni dei mafiosi e la situazione della Libia. Come da previsioni, non si sarebbe parlato di vicende legate all'operato della magistratura.

 

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