09 dicembre 2019

Treviso

Piazza stracolma ed emozionata per il ritorno di Paolini VIDEO

"Siamo stati messi al bando fino al 10 giugno di quest'anno. Grazie Treviso"

Isabella Loschi | commenti | (17) |

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Video di Paolo Pandin

TREVISO - Quattordici anni dopo, Marco Paolini è tornato in Piazza dei Signori. Una piazza gremita, silenziosa ed emozionata ha assistito allo spettacolo di Paolini con il musicista Mario Brunello.

 

«Mi sembra di essere Lavitola che torna dalla latitanza», così ha salutato la folla l'attore esiliato dal 1999 dopo il concerto in piazza, in mutande, per protestare assieme agli orchestrali contro la chiusura del Teatro Comunale. Un Paolini emozionato e commosso e una marea di gente, circa tremila persone, tanto che lo stesso Paolini ha spostato le transenne per fare spazio alla gente sotto il palco. C'è chi ha portato la sedia da casa, chi si è seduto per terra, chi aveva i fiori, come l'attore aveva chiesto: «ci sono anche i Topinambur..erano i suoi fiori», dice Paolini ricordano il poeta Andrea Zanotto. Giovani, e meno giovani hanno riempito ogni spazio di Piazza dei Signori fin dal tardo pomeriggio, per non perdersi quello che è stato definito l'evento della "rinascita culturale".

Puntuale Paolini ha iniziato lo spettacolo attorno alle 20.30, dopo la presentazione del sindaco Manildo. Non ha lanciato invettive contro chi lo ha esiliato, ma ha raccontato i fatti di quel giorno, il 13 aprile del 1999, giorno in cui il teatro chiude e io sono contro». «Chiudeva il teatro e un sindaco, che non c'era mai stato, se ne vantava». Paolini racconta della sua idea si mettersi in mutande: «qualcuno è tornato a casa a cambiarsele» e di come è nata, proprio quel giorno, l'amicizia con Mario Brunello, da brividi al violoncello, ieri sera sul palco. Il pubblico attento ride, segue in silenzio, applaude e si emoziona. «Siamo stati messi al bando - dice - fino al 10 giugno di quest'anno. Grazie Treviso». Partono le musiche di Verdi, impeccabilmente eseguita da Brunello e l'orchestra: «La forza di Verdi era di parlare anche a chi non poteva andare a teatro. Rendeva grandi le storie di prostitute, gobbi e zingari, Chiunque le sentiva si sentiva meno sfigato di loro». E' standing ovation.

Piazza dei Signori gremita per Marco Paolini e Mario Brunello

Paolini ringrazia e prima di concludere lancia la frecciatina, abbracciando virtualmente i ragazzi del Collettivo Ztl: «i giovani che vogliono cambiare le cose ogni tanto si uniscono occupano uno spazio. Sono vivi. Li ringrazio. E' meglio sbagliare che stare fermi». A fine spettacolo tra i fiori lanciati dal pubblico e gli applausi, Paolini abbraccia la maglia della Tarvisium rugby, squadra del cuore e se ne va. L'atmosfera è nuova, diversa, sicuramente cambiata. «Se a dieci ragazzi questa serata cambia la vita, perché gli da una prospettiva, io questa possibilità non me la devo perdere e me la gioco tutte le volte che vado in scena" - dichiara Marco Paolini a fine spettacolo - «.Non essermela potuta giocare in tutti questi anni a Treviso è una cosa che non posso perdonare, non per l'abuso di autorità, ma per il mancato incorro con delle persone che magari avrei potuto sfidare o aiutare».

 

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