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22 maggio 2017

Cultura

Pompei, crolla un muro della casa del Pressorio

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Cede una parete della casa del Pressorio a Pompei. A darne notizia è la Soprintendenza sottolineando che "nel corso dei sopralluoghi del personale di custodia di questa mattina è stato rilevato il cedimento di una porzione di muro di circa 1,5 mq, pertinente alla parete non affrescata di un cubicolo che affaccia sull’atrio di una domus chiusa al pubblico, nota come la casa del Pressorio di terracotta, posta sulla via dell’Abbondanza al civico 22 (Insula IV) della Regio I. Sono in corso i sopralluoghi dei tecnici e dei Carabinieri di Torre Annunziata per le verifiche del caso". "La Regio I assieme alla Regio II - spiega la Soprintendenza - sono le ultime Regiones del sito di Pompei, nelle quali deve avviarsi la messa in sicurezza prevista dal Grande Progetto Pompei.

Gli interventi che interessano la zona sono sospesi a causa di un ricorso al Tar. In tutte le altre Regiones la messa in sicurezza è stata portata a compimento e ha consentito la riapertura di tutte le reti viarie relative, oltre alla restituzione alla fruizione di domus, nella maggior parte dei casi anche restaurate". "All’inizio di marzo - conclude la Soprintendenza - sarà inaugurata la Regio VII dove sono in corso di rifinitura gli interventi a completamento della messa in sicurezza, e saranno aperte per la prima volta al pubblico le case dell’Orso ferito e di Sirico, quest’ultima oggetto anche di restauro architettonico. Le messe in sicurezza del Grande Progetto Pompei sono lo strumento più efficace di tutela applicata all’intero sito. Il loro completamento, con le Regio I e II, permetterà in futuro di evitare il ripetersi di simili episodi".

Lavori che "potrebbero partire il prossimo mese con i cantieri", spiega il soprintendente Massimo Osanna. "La Regio I - sottolinea - è l'unica dove non sono ancora partiti i lavori di messa in sicurezza perché, nonostante con grande celerità abbiamo completato il progetto e fatto la gara, una ditta esclusa ha fatto ricorso. Il Tar è intervenuto e ci ha messo purtroppo più di un anno e mezzo per emanare la sentenza. La cosa, infatti, risale all'autunno del 2015. Questo ha fatto sì che i lavori fossero sospesi".

Il Tar, spiega Osanna, "è entrato nel merito il 25 gennaio. Ha 20 giorni per esprimersi e dobbiamo attendere soltanto la sentenza. Credo che darà ragione all'amministrazione e partiremo con i lavori immediatamente, non appena avremo comunicazione". Entrando nello specifico dei danni di oggi, Osanna sottolinea che si tratta "di un pezzo di un metro quadrato di muro della parte sommitale che si è sgretolata. Sono venute giù un po' di pietre".

"Niente di allarmante - scandisce il soprintendente di Pompei - e soprattutto è un muro di opera incerta, senza intonaci e senza nessun apparato decorativo. Quindi non si è perso nulla. I nostri tecnici sono già al lavoro, stanno effettuando i sopralluoghi, per ripristinare la situazione di partenza. Non è certo la Schola Armaturarum (meglio nota come Domus dei gladiatori di Pompei, che crollò il 6 novembre 2010, ndr), ma solo un piccolo cedimento di quelli che in questa zona, rigorosamente chiusa al pubblico perché non in sicurezza, possono verificarsi", conclude Osanna.

 

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