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16 luglio 2018

Conegliano

Ponte della Priula, stop totale ai lavori: "Qui non si vede anima viva"

La denuncia di Diotisalvi Perin. L'impresa ha rimosso macchine e attrezzature

Roberto Silvestrin | commenti |

ponte della priula lavori fermi

SUSEGANA - Nell’area del cantiere del Ponte della Priula è rimasto solo il deserto. Dopo la sospensione dei lavori di fine ottobre, decisa in autotutela da Anas per la mancanza di un’autorizzazione paesaggistica per la viabilità alternativa, l’impresa ha infatti sgomberato la zona, rimuovendo macchinari e attrezzature.

 

“Da circa una settimana non si vede anima viva” ha reso noto il presidente del Comitato Imprenditori Veneti Piave 2000, Diotisalvi Perin. Che ha scritto una lettera indirizzata al Prefetto di Treviso, alla Soprintendenza, al Genio Civile e al nucleo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, denunciando la situazione lasciata dopo lo stop dei lavori.

 

“Segnaliamo che sarebbe opportuno far intervenire l’esercito o i vigili del fuoco, per mettere in sicurezza le pile che sono state scavate per diversi metri nel perimetro a 360° che, in caso di piene, potrebbero venire erose alla base a seguito dei vortici e controvortici” scrive Perin. Ma questo non è l’unico problema che caratterizza l’area.

 

“Ci sono arrivate foto che segnalano che nel letto del Piave è stata dimenticata una grande e lunga gabbia in acciaio per cementi armati, che se arrivasse una piena potrebbe essere spostata andando a pararsi davanti alle pile del ponte. Ostruendo, assieme alle piante, il deflusso delle acque del Piave. Nelle adiacenze sono rimasti abbandonati alle intemperie reperti archeologici come le palificazioni del ponte in legno e vari reperti nonché due grandi involucri presumibilmente di bombe, che potrebbero essere portati via da ignoti, il tutto mescolato con rifiuti vari” denuncia il presidente.

 

E non si conoscono ancora le tempistiche per la ripresa dei lavori di restauro e consolidamento: l’opera per ora è ferma al 5%.

 



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Roberto Silvestrin

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