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26 marzo 2019

Vittorio Veneto

Porto Marghera boccia Pierre (Piero) Cardin

La questione raccontata dal suo avvocato, il vittoriese Sandro De Nardi

Pietro Panzarino - Vicedirettore | commenti | (6) |

Sandro De Nardi con Pierre Cardin

VITTORIO VENETO - "Pierre Cardin ogni volta che arrivava nella sua amata Venezia restava a dir poco impressionato nel vedere, dal finestrino dell'aereo, il degrado ambientale di Porto Marghera, uno 'spettacolo' visivo che lui reputava indegno di Venezia e dell'Italia, comunque un pessimo biglietto da visita per una delle più belle città al mondo". L'avvocato vittoriese Sandro De Nardi racconta l'iniziativa (boicottata) di Pierre - Piero - Cardin, lo stilista francese originario della Marca Trevigiana.

 

"Un giorno - spiega l'avvocato De Nardi - ha quindi chiesto di visitare con calma proprio quella zona del veneziano (pure dall'alto, a bordo di un elicottero): e al termine di tale perlustrazione si è sentito in dovere di offrire a Porto Marghera una opportunità di radicale cambiamento, anzi di un vero e proprio rinascimento urbano. Conseguentemente, oltre due anni e mezzo fa ha deciso di proporre alle competenti amministrazioni un ambizioso progetto architettonico - i cui dettagli sono pubblicato nel sito www.palaislumiere.eu - che avrebbe comportato da parte sua un investimento di un miliardo e mezzo di euro: ed una miriade di benefici, non solo economici, per l'intera collettività regionale".

 

Mi pare che il progetto proponga artisticamente due categorie essenziali nella cultura: la torre e la luce... è credibile questa interpretazione? Si, senz'altro! Monsieur Cardin, attraverso la sua torre - che non a caso ha denominato PALAIS LUMIERE (Palazzo della luce) - intendeva portare finalmente (e metaforicamente) la luce in un posto dove regnano le tenebre sotto molti punti di vista.

 

Chi è il progettista? Il progettista architettonico é il nipote padovano di Monsieur Cardin, l'ing. Rodrigo Basilicati, pianista e designer, persona dal multiforme ingegno: peraltro, l'idea iniziale di dare quella peculiare forma all'edificio è stata dello zio, che un giorno ha tratto ispirazione da un mazzo di fiori collocato sopra il suo tavolo. L'intento di entrambi era quello di realizzare a Porto Marghera una "scultura abitabile", una vera e propria città sviluppata in verticale: la torre sarebbe infatti stata circondata da un immenso e magnifico parco pubblico frutto delle costosissime bonifiche che il Signor Cardin si impegnava a fare; buona parte di Porto Marghera sarebbe insomma stata trasformata in un piccolo angolo di paradiso: ove, come si sa, la luce regna sovrana.

Un rendering del progetto del Palais Lumiere

L'abbandono del progetto è derivato dagli "ostacoli": quali sarebbero e da parte di chi? Al riguardo debbo dire che l'iter si è dimostrato sin da subito tutto in salita, ed il guaio è rappresentato dal fatto che, con il passare del tempo, gli ostacoli e i dubbi burocratici anzichè diminuire aumentavano: dato che c'erano delle personalità influenti che remavano contro; tanto per dire, pochi mesi fa - e questa è stata davvero la goccia che ha fatto traboccare il vaso - il Ministero per i beni culturali ci ha fatto sapere che quell'area sarebbe pure gravata da un vincolo paesaggistico: il che ha sorpreso davvero tutti, a cominciare dalle amministrazioni locali interessate che sino a quel momento ne ignoravano l'esistenza. Per farla breve, verso la metà di giugno sono stato convocato a Parigi da Monsieur Cardin in persona per fare il punto tecnico- giuridico dell'iter procedurale: e ho dovuto fargli presente che le incertezze sul se e sul quando avrebbe potuto iniziare i lavori erano ancora notevolissime e che comunque non sarebbero certamente bastati ulteriori 6 mesi di attesa per dipanare la matassa. Vista l'impossibilità di poter avere una risposta definitiva in tempi certi e brevi, e visto che la nebbia anziché diradarsi si infittiva sempre più, ha deciso a malincuore di abbandonare il progetto: per il quale aveva già sborsato sin troppo denaro, se si considera che ha investito su di esso ben 11 milioni di euro (circa 21 miliardi di vecchie lire!) per progettisti, consulenti vari, nonchè per le caparre versate ai proprietari dei terreni interessati ecc. Si è trattato di una decisione che ha preso in poche ore e che personalmente condivido in toto: da troppe parti - pubbliche e private - la corda è stata tirata troppo ... e pochi giorni fa si è spezzata, com'era inevitabile!

 

In qualità di professionista hai seguito la vicenda: quali sono i tuoi rapporti con pierre cardin e la holding dello stilista? Puoi descriverne la personalità? Si sente "italiano e trevigiano"? Io ho avuto la fortuna di conoscerlo grazie al nipote Rodrigo, al quale mi lega da moltissimi anni un'autentica amicizia: il Signor Cardin mi ha dimostrato subito fiducia incaricandomi di seguire la trattativa per la conclusione di un importante contratto che riguardava la sua Maison: e da lì credo che abbia cominciato ad apprezzarmi anche come professionista; lui è una persona molto colta ed estremamente rispettosa del prossimo (sia chiaro: a prescindere dai titoli di studio posseduti): e non ama affatto l'ostentazione della ricchezza (che reputa anzi 'ridicola'). Grazie a lui ho avuto l'opportunità di partecipare, talvolta anche in sua rappresentanza, ad eventi di primissimo ordine e di conoscere personalità come Alain Delon, Gina Lollobrigida, Carl Lewis, Claudia Cardinale, Mike Bongiorno, Jaques Chirac, Philippine de Rothshild, Naomi Campbell, Alessandro Gassman, Francois Pinault e molti altri. Lui - che è nato 91 anni fa a Sant'Andrea di Barbarana, in Provincia di Treviso e che è emigrato in Francia all'età di due anni - si sente tuttora molto legato alla sua terra d'origine: anche alla stampa internazionale dichiara spesso con orgoglio che lui è un cittadino italiano, un veneto in particolare. A quest'ultimo proposito, se fosse andato in porto il progetto del Palais Lumière mi aveva chiesto di fargli stipulare contratti con imprese costruttrici, società e professionisti vari che si impegnassero in special modo ad offrire lavoro ai molti veneti - operai, impiegati, artigiani, commercianti - che in questo momento versano in situazioni di obiettiva difficoltà: voleva cioè dare una mano concreta ai suoi conterranei!

 

 

La cronaca fa riferimento alla disponibilità di Cina e Brasile ad "adottare" il progetto,abbandonato da Veneto e Venezia... cosa c'è di concreto? É tutto vero, ahinoi! Mentre in Italia il progetto è stato presentato alle istituzioni da Monsieur Cardin, viceversa i rappresentanti istituzionali di Cina e Brasile hanno bussato alla porta di Monsieur Cardin mettendogli subito a disposizione delle aree per poterlo costruire lì: gli hanno detto "venga da noi che la strada è tutta in discesa, e tra qualche mese le rupe possono iniziare i lavori". Al momento, peró, non è stata presa alcuna decisione in proposito da parte della Maison: perché la ferita veneziana é troppo fresca ed aperta, e la delusione è alle stelle. Ma nei prossimi mesi non escludo sviluppi clamorosi ..

 

La tua riflessione come cittadino: l'indignazione fa capolino? Siamo i "soliti ritardatari", vedi lo "Statuto" regionale, .....? Credo che il nostro Paese abbia perso una grande opportunità che, tra l'altro, gli veniva offerta su un piatto d'argento: anzi d'oro. Le confesso che di fronte a certe meschinità ed inerzie con le quali mi sono scontrato, mi sono talvolta vergognato (come cittadino): ho compreso che l'Italia ha bisogno, oltre che di una rivoluzione normativa (volta a disboscare una selva selvaggia, e aspra e forte), anzitutto di una rivoluzione culturale: occorre cambiare mentalità, approccio, nei confronti di chi vuole fornire prospettive, anzitutto ai giovani, ed ha ancora voglia di osare. Altrimenti gli investitori stranieri andranno sempre più altrove! Io comunque non dispero affatto: in questi anni, nella mia veste di professore, ho conosciuto degli studenti davvero in gamba (sia per la preparazione, ma anche e soprattutto per lo spessore umano), che un domani potranno senz'altro contribuire a cambiare in meglio questo Paese: che oggi é vittima di pastoie burocratiche, talvolta figlie di interessi inconfessabili.

 



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Pietro Panzarino - Vicedirettore

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Sig. Cardin, a me la sua torre piaceva e mi spiace che la vicenda si sia risolto in un nulla di fatto (anche se fra tutti era l'esito più probabile).
Magari nella sua decisione di ritirarsi hanno pesato anche altri fattori che noi non conosciamo, ma questo caso è emblematico di come nel nostro paese sia impossibile portare avanti il minimo progetto, fra veti incrociati, ambiguità (e non uso termini peggiori) normative e burocrazia borbonica.
Scordiamoci la ripresa economica fino a quando in Italia non sarà più facile portare investimenti e ricchezza.

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Mah...c'è chi dice, ma io non ci credo, che fosse fin dall'inizio niente più che una trovatona pubblicitaria. Di livello planetario, per altro, come dimostra l'interessamento al progetto da parte di altri Stati...

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Noi italiani siamo così: tante ciacole, pochi fatti; a volte, nessuno.

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Questi ricconi pensano che con i soldi si possa fare tutto e comprare tutto. Invece una volta ogni tanto anche loro se la prendono sui denti.Salutatemi le grandiose personalità di Naomi Camper,Alessandro Gas-man e Filippa de Rothescild.

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Effettivamente i siori de casa nostra ci hanno abituato alla più ampia arbitrarietà. Si pensa che uno, solo perché ha i soldi, possa fare ciò che vuole.
Tuttavia il signor Cardin non è un sior de casa nostra, anche se è originario del veneto, se n'è andato che aveva 2 anni perché la sua famiglia era finita in povertà. E in più non ha cercato di violare le leggi come fanno i signori che governano la Repubblica da qualche decennio e che noi, tanto rispettosi delle regole, abbiamo votato.
Io ho visto in quale area voleva realizzare questo progetto. Secondo me, prima di esprimere giudizi bisognerebbe conoscere. Magari farsi un giretto a Porto Marghera e farsi i fanghi in quella bella zona coperta da vincolo ambientale...
Sicuramente si è persa l'opportunità di risanare un'area fortemente compromessa sia dal punto di vista paesaggistico che ambientale, l'opportunità di attrarre investimenti, l'opportunità che gli italiani oltre a fare "quaquaraqua" e mettere paletti sanno anche realizzare qualcosa.

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Caro il nostro,

invece di fermarsi sempre a pensare che quando un l'ha i schei el pensa de... e avanti co e monade, io mi fermerei a riflettere sul fatto che in Italia, se non si passa per l'iniziativa pubblica, che da da mangiare ai soliti, non si può fare nulla.

Troppa burocrazia, e troppi interessi.

A Marghera anche un condominio a forma di cactus avrebbe fatto bene all'estetica.

Se non fossimo in Italia, andremmo a Monaco in 4 / 5 ore, avremmo la sopra elevata a Mestre e non il sali e scendi per le campagne venete (che erano già troppo cementose).

Non parlo del Mose e tante altre situazioni. Comunque, bella o brutta, l'idea era interessante. Sig. Cardin, vada a far festa con i suoi soldi, che investire in Italia e peggio che gettarli nel cesso.

Buone cose.

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