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23 ottobre 2018

Agenda

Presentazione Libro: Jakov il figlio di Stalin partigiano in Italia.

La discendenza di Stalin in Italia

Incontri - Presentazioni

quando 22/06/2018
orario Dalle 20:30 alle 21:30
dove San Fior
Streaming sul canale I Reminiscenti
prezzo gratuito
info reminiscenti@inwind.it
organizzazione Movimento "I Reminiscenti"Streaming
sito web https://goo.gl/jC1XpP

  In questa ricerca Lucio Tarzariol, assieme ad Alessandra Zambon, nipote diretta del “Capitano Monti” alias Jakov Josifovič Džugašvili Stalin, mette in evidenza l’oscura vicenda della doppia identità del partigiano russo morto in Italia fra le colline di Treviso nel 1945. Nello specifico, oltre a raccontare la vicenda storica partigiana accaduta fra le colline di Treviso, viene trattato, attraverso ricerche inedite, testimonianze e interviste, il fondato e sconvolgente sospetto di uno scambio di identità servito da alibi per fuggire a Jakov Džugašvili, il figlio maggiore di Stalin, ufficialmente creduto morto in Germania, ma in realtà fuggito in Italia sotto il nome di Giorgi Dimitris dze Varazashvili, conosciuto tra le fila partigiane con il nome di “Capitano Monti”. Anche molti russi credono che Jakov, il figlio maggiore di Stalin, non sia morto in prigionia tedesca, come si è voluto far credere per anni, ma sia fuggito in Italia; del resto, come credeva la sua stessa figlia, Galina, è probabile che i tedeschi per i loro scopi propagandistici presentassero al mondo un doppione di Jakov, e avrebbero portato avanti la loro tesi avendo semplicemente trovato solo i documenti personali di Jakov, che dalle testimonianze pare se ne fosse liberato prima dell’arresto da parte dei tedeschi. Non a caso: “la bara arida del morto da Sachsenhausen arrivò a Berlino, ma poi scomparve misteriosamente e, con lui, le ultime tracce di Jakov Džugašvili”. Tra l’altro la sopra citata ipotesi è conforme ai risultati recentemente diffusi dai sovietici. Molte le vicende, le testimonianze, i fatti e le recenti prove che portano a pensare che il “Capitano Monti” sia stato in realtà proprio Jakov Džugašvili, figlio naturale di Stalin; dalla scomparsa del corpo nel cimitero di Tovena, alle varie testimonianze raccolte da chi gli era vicino, dai rastrellamenti nazifascisti e dalle visite dell’ambasciata russa in casa dell’allora fidanzata Paola Liessi, con lo scopo e l’intento di portargli via il figlio che aveva concepito con il capitano “Monti”, e non per ultimo la scomparsa dei fascicoli riguardanti lo stesso Monti a Roma, al quale fu concessa anche la medaglia al valor militare. Ancora l’intervista alla RAI a Svetlana, figlia di Stalin, sospesa a metà, l’incredibile somiglianza del capitano “Monti” e la sua discendenza con la famiglia Stalin, senza trascurare i tratti caratteriali del “Monti” che combaciano perfettamente con quelli di Jakov. Non dimentichiamo poi questa ricerca con i nuovi risvolti, che mi ha portato a identificare le persone rappresentate nella misteriosa foto che il capitano “Monti” teneva nel portafoglio rinvenuto nella sua salma dopo la sua morte; persone che sono affettivamente legate a Jakov Stalin e alla sua famiglia. Come ho ben documentato da comparazioni e foto fatte nel medesimo luogo e tempo; nonché la constatazione, tramite documentazione fotografica, che al capitano “Monti” non mancava alcuna falange al dito indice come invece è evidenziato nella sua biografia presente nel dizionario georgiano.

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